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Agliardi prova a parare il pessimismo: “Troppi errori! Ma risorgeremo…”

di Flavio Bertozzi
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Dopo due partite, in saccoccia, non c’è nemmeno un misero mattoncino. Ma ‘solo’ tanti dubbi. Tante paure. Tante ansie. Tanti interrogativi. Tante polemiche. Ed allora, a fare il punto della situazione in riva al Savio, a cercare di zittire i primi veri catastrofisti colorati di bianco e nero (che sono poi gli stessi che, dopo lo 0-0 raccolto col Milan, parlavano già - ehm ehm - di campionato di fascia altissima e di calcio spettacolo…), ci pensa il ‘solito’ Federico Agliardi. Uno che, la faccia, ce la mette sempre. Sempre e  comunque. Oggi come ieri. E, sicuramente, come domani.

Agliardi, neppure il ‘miglior' Dario Argento avrebbe potuto mettere in scena un simile start da… film horror.
“Sono il primo ad essere rimasto spiazzato dinnanzi a questo nostro deludente inizio di campionato. Anche perché, nelle amichevoli estive e nelle due gare di Coppa Italia, avevamo sfornato ottime partite. È dura, dopo 180 minuti di gioco, ritrovarsi ancora fermi al palo… ”.

Due gol fatti. Sei reti incassate. Quell’inquietante meno quattro nella differenza reti parla chiaro. Chiarissimo…
“Secondo me, sia contro il Carpi che contro la Vis Pesaro, abbiamo raccolto molto meno di quanto seminato. Poi i numeri li potete leggere tutti. È evidente che, in questo momento, paghiamo a caro prezzo ogni nostra minima disattenzione”.

Il Carpi è una vera big di questo girone B. La Vis Pesaro, invece, tutto è tranne che una corazzata invincibile. Eppure anche lunedì sera le avete buscate di brutto…
“Dovevamo chiuderla prima, questa benedetta partita. Siamo stati poco cinici. E poco reattivi nei momenti clou del match. Mi auguro che questo ko possa servirci da lezione. Dobbiamo crescere su più fronti. Dobbiamo migliorare nei particolari: sono quelli che fanno la differenza ”.

Attaccanti imprecisi, manovra di gioco imballata, esterni spesso imbolsiti, difesa paciugona, gestione dei cambi discutibile: altroché particolari, qui c’è tanto da lavorare…
“Quest’estate, la società, ha messo in scena una maxi rivoluzione. E preso tanti giovani. Bisogna restare calmi, non farsi prendere dalla frenesia, non fare processi affrettati. Il mister ha una sua idea di gioco ben precisa che va portata avanti. Il gruppo è valido, l’atteggiamento è quello giusto, la voglia di regalare delle gioie ai nostri splendidi tifosi è alle stelle. Prima o poi arriveranno anche i risultati”.

Passano gli anni, cambiano i dirigenti.  Ma un ‘certo’ Agliardi resta sempre una delle grandi certezze del Cavalluccio.
“La mia storia, ormai, la conoscete tutti. Sono felice di essere ancora qui, di essermi rimesso di nuovo in discussione in questa piazza a cui sono particolarmente legato. Sto facendo di tutto per mettere al servizio dei più giovani la mia esperienza, per trasmettere ai nuovi il mio attaccamento a questi colori”.

Dopo la Caporetto di Carpi, qualche tifoso, sui social le ha riservato qualche critica a dir poco cattiva.
“Le critiche non fanno mai piacere. Anzi, spesso fanno incazzare. Ma se sto dietro anche a queste cose è… finita. Io sono il primo a sapere di non essere perfetto. Proprio per questo, ogni giorno, vado al campo per cercare di migliorarmi. Non si smette mai di imparare. Neppure a 36 anni. Soprattutto se, come allenatore, hai un maestro che risponde al nome di Francesco Antonioli”.

In attesa di capire bene a che tipo di campionato può puntare il Cesena ci dice qual è la sua grande favorita per la B diretta?
“Il Padova è partito fortissimo, a suon di gol. Anche Carpi e Reggiana hanno avuto un grande start. Il Vicenza è da tenere d’occhio. La mia favorita per la promozione, però, resta sempre la Triestina”.

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