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Alessandro: “Mi sento come una ruota di scorta. Angelini? Era da tenere…”

di Flavio Bertozzi
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Io lo confermerei subito, Danilo Alessandro. Non gli ‘regalerei’ un posto da titolare fisso nel nuovo Cesena, ci mancherebbe altro. Ma gli darei ancora fiducia, immediatamente. Trentuno anni non ancora compiuti (dunque nel pieno della sua maturità calcistica…), di San Basilio (quartiere ‘musicale’ di Roma che ha visto crescere anche Fabrizio Moro, Mannarino ed Ultimo), ex attaccante (anche) di Real Vicenza e Pro Piacenza, il poliedrico e tatuatissimo Alessandro è stato uno dei protagonisti indiscussi della cavalcata bianconera verso la serie C (per lui 18 gol pesanti più una vagonata di assist preziosi). Eppure…

Alessandro, per lei si è appena chiusa una stagione da urlo. Da incorniciare.  “La scorsa estate ero tornato a Cesena solo ed esclusivamente per vincere il campionato: missione raggiunta! Poi è chiaro: con la promozione in tasca anche i miei gol assumono un valore diverso…”.

Gol, assist, quotidiane dimostrazioni d’amore verso il ‘suo’ Cesena. Eppure, ad oggi, la sua conferma in Romagna pare ancora lontana. Sensazioni? “Spero di sbagliarmi, ma i segnali che vedo attorno a me non sono affatto positivi. La regular season è finita ormai da un mese e nessuno della società mi ha detto ancora niente. Nulla. Sono deluso…”.

Vabbé, in queste ultime 4 settimane Patrignani e soci hanno avuto altre priorità. Di varia natura. C’era anche da scegliere il nuovo allenatore… “Questo lo so bene. Però almeno una chiamata da un dirigente bianconero me l’aspettavo. ‘Danilo, adesso abbiamo delle urgenze da mettere a posto, però a breve parliamo anche della tua situazione…’: mi bastavano due semplici paroline dette al momento giusto, nulla di più…”.

Lei quindi dice: un attaccante che ha segnato 18 gol doveva essere più coccolato dal proprio club di appartenenza. Giusto? “Giusto! Non è che ho segnato 2 reti! In questo momento mi sto sentendo come una…ruota di scorta. Non so se riesco a rendere bene l’idea. Chissà, forse anche Ricciardo, in questo preciso istante, si sta sentendo come il sottoscritto…”.

Lei, a tratti, parla quasi da ex bianconero. Ma la partita non è affatto chiusa: il suo rinnovo è ancora possibile. “So che a breve il mio procuratore (Angelo Rea, ndr) andrà a parlare con Pelliccioni. Vediamo quello che succede . Non ho perso la speranza. Di certo, questa che sta per iniziare, per il sottoscritto sarà la settimana della verità…”.

Lei piace al popolo bianconero innanzitutto perché…segna e fa segnare. E poi anche perché è una persona vera, uno che dice sempre quello che pensa. “Non si può piacere sempre a tutti, ma è evidente che fra me e questa piazza si è creato un bel feeling. Amo questa gente, questo club, questi colori. Mi piacerebbe da matti restare ancora qui, andare a caccia di nuovi traguardi…”.

Chi di sicuro non andrà a caccia di nuovi traguardi colorati di bianco e nero è il suo grande amicone Angelini.“Ho 30 anni, non sono più un ragazzino: avevo capito già da tempo che il mister non sarebbe stato riconfermato. Ma fino all’ultimo ho sperato in una graditissima sorpresa…”.

Il buon Angelini, fin dalla prima giornata, ha diviso i tifosi. Gli addetti ai lavori. I gufi. I soci del Cesena. “Angelini, in questa stagione, ha fatto un grandissimo lavoro. Ha vinto un campionato difficile, contro tutto e contro tutti. Meritava la conferma. Stop. E’ proprio vero, nel calcio moderno la riconoscenza non esiste…”.

In conclusione, scatta il domandone: ma come finirà questa (altra) telenovela in bianco e nero? Danilo Alessandro, nonostante abbia già ricevuto cinque offerte tutte importanti e molto…gustose (Modena, Lecco, Mantova, Vicenza e Recanatese), vuole restare a Cesena a giocarsi le sue chances. Anche a costo (fidatevi di me…) di rinunciare a un bel pacco di soldi. Sul fronte cesenate, al momento, la distanza fra domanda ed offerta economica resta elevata. Ma, la fumata bianca, potrebbe arrivare comunque sui 45mila euro a stagione (bonus compresi, ovviamente). Quarantacinquemila euro, bonus compresi: ho forse tirato fuori una cifra troppo elevata per le povere casse del Cavalluccio? Probabile. Molto probabile. Ma il (già) confermatissimo Pelliccioni è una vecchia volpe del mondo della pedata. E la partita è ancora lunga, tutta da giocare, tutta da...limare. Forse. 

 


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