Capellini: “Una squadra che vuole vincere ha bisogno di gente come me…”

di Flavio Bertozzi
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Gran bel personaggio, il poliedrico Nicola Capellini. In qualsiasi altra squadra della serie D sarebbe titolare inamovibile. L’ex Santarcangelo, invece, già da un po’ di tempo è uscito dai radar bianconeri. Uomo spogliatoio, professionista esemplare, grandissimo lavoratore. Fidatevi di me: è anche grazie a queste (straordinarie) persone che si vincono i campionati.

Capellini, lei nel girone d’andata era riuscito a togliersi diverse soddisfazioni.
“Proprio così! Ero riuscito anche a segnare 2 gol. Poi, con il mercato di riparazione, la squadra bianconera è stata ulteriormente rinforzata e per me gli spazi si sono ridotti radicalmente. E’ chiaro, mi aspettavo di giocare di più in questo girone di ritorno. Credevo di trovare più spazio. Ma qui a Cesena la concorrenza è davvero agguerrita, soprattutto dalla cintola in su…”.

Per lei, in questo già robusto scorcio di 2019, la miseria di 76 minuti passati in campo.
“Sono fermamente convinto di una cosa: una squadra che vuole vincere dei campionati ha bisogno anche di giocatori come il sottoscritto, di atleti che mettono il bene del gruppo davanti ai propri interessi personali, di calciatori che non fanno casino anche se giocano poco. Io sono di Cesena, amo alla follia questa maglia. Per me la cosa più importante è che il Cesena riesca ad andare in serie C. Il prima possibile”.

Intanto il derby con la Savignanese si avvicina. Giocare dopo il Matelica potrebbe essere uno svantaggio.
“E’ evidente che una vittoria del Matelica contro il Francavilla potrebbe ‘regalarci’ ulteriori pressioni. Però non scordiamoci mai che lassù, in testa alla classifica, ci siamo noi: il destino è sempre nelle nostre mani. Un ipotetico +2 virtuale sul Matelica in vista del derby del Morgagni non mi spaventerebbe. Noi dobbiamo pensare solo a noi stessi. E alla Savignanese: squadra tostissima, quella di Farneti”.

Cosa risponde a chi continua ad affermare che questo Cesena gioca male?
“Innanzitutto rispondo dicendo che, secondo me, non è che poi giochiamo così male come qualcuno dice. Poi dico anche che io sono uno che guarda al sodo, alla concretezza, alla…classifica. Con 8 gare ancora da giocare siamo pur sempre a +5 sulla seconda: non possiamo lamentarci troppo. Anche nel calcio l’estetica conta tantissimo, alla fine però quello che conta sono ‘solo’ i numeri…”.

Chi è il più calciatore più simpatico del Cesena? Il più permaloso? E quello più fighetto?
“Il più simpatico è sicuramente Zamagni: con me e Biondini forma il terzetto dell’ironia bianconera (risata, ndr). Il più permaloso, da buon numero dieci, è il grandissimo Alessandro. Il più fighetto? Beh, se guardiamo il look, Agliardi batte tutti. Ma se guardiamo i modi di fare ‘scelgo’ sicuramente Ricciardo. Finiti gli allenamenti o le partite, dopo la doccia, Giovanni ci mette mezz’ora soltanto per mettersi a posto i capelli. E non sto scherzando. Chiedete in giro a qualche altro mio compagno di squadra…”.

Immancabile una domanda sul futuro: ci spera ancora in un rinnovo ‘targato’ Cesena?
“Certo che ci spero! Spesso, quando si vince un campionato, i club decidono di ripartire puntando sullo zoccolo duro. Mi auguro che, in caso di nostra promozione, la tradizione possa continuare. Lo so, ultimamente ho giocato davvero poco. Però io a una riconferma non ho ancora smesso di crederci. So di poter dare ancora tanto a questi colori. Per me che sono di Cesena, che sono cresciuto a pane e Cesena, questa maglia è tutto. Anzi, di più…”.


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