Graffiedi: “De Vecchi mi ha massacrato, il sintetico mi ha ammazzato”

di Flavio Bertozzi
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Sincero. Graffiante. Simpatico. Ma, soprattutto, ancora pazzamente innamorato del ‘suo’ Cavalluccio. Apre il suo album dei ricordi colorati di bianco e nero, Mattia Graffiedi. Ma non solo. “Speravo di finire all’Isola dei Famosi – ci rivela l’ex attaccante del Cesena – ma Ghezzal mi ha fregato in extremis…”.

Graffiedi, l’allenatore che ha amato di più a Cesena?
“Alberto Cavasin! Fu proprio lui a lanciarmi in prima squadra nella stagione cadetta 1998-1999. A lui devo tutto, o quasi. Mi emoziono ancora a ripensare al mio primo gol in bianco e nero segnato al Manuzzi, contro la Cremonese. O a ripercorrere quella nostra strepitosa cavalcata verso quella salvezza che ha fatto storia”.

L’allenatore bianconero che ha odiato più di tutti?
“Walter De Vecchi! Eravamo in C1, stagione 2000-2001. Il mister proprio non mi vedeva. Mi massacrava quotidianamente. Mi dava anche del ‘bambino d'oro viziato’ venuto a rifarsi le ossa in provincia dopo essere stato pagato dal Milan 14 miliardi delle vecchie lire. Per fortuna che, ogni tanto, c’era il mitico Edmeo Lugaresi che mi difendeva…”.

La giornata più bella vissuta in Romagna?
“Potrà sembrarvi strano ma dico Cesena-Novara 1-4 del 2012. Chi ha buona memoria ricorderà che, al termine di quella Caporetto bianconera, la curva mi dedicò un coro (‘Noi vogliamo 11 Graffiedi', ndr). Un coro che mi fece letteralmente venire i brividi. Quella sera il Manuzzi era una polveriera, c’erano fischi e offese per tutti. Invece i ragazzi della Mare mi chiamarono sotto la curva…”.

Se le diciamo 4 maggio 2013 a cosa pensa?
“Penso a quel terribile infortunio che ho avuto nel corso di quella maledetta gara interna con la Juve Stabia. Un infortunio che, praticamente, ha spezzato la mia carriera. Quel giorno, ad un certo punto, provai a fare un repentino cambio di direzione. Ma il piede sinistro rimase letteralmente incollato su quel sintetico a dir poco osceno”.

Lei continua tuttora a bazzicare il mondo del calcio.
“Lavoro nelle giovanili del Forlì. Alleno gli Juniores. Ed in più faccio il responsabile dell’area tecnica di tutte le squadre che vanno dagli Esordienti a, per l’appunto, gli Juniores. Mi piace questa nuova avventura, lavorare con i giovani è estremamente stimolante. Poi è chiaro: un giorno mi piacerebbe provare anche con i big”.

A proposito di big. Che ci dice di questo ‘nuovo’ Cesena?
“Che sta facendo il suo dovere, in pieno. Lo dicono i numeri, lo dice la ragione: maggio è ancora lontano ma il Cesena ha già un piede e mezzo in C. Io, comunque, non ho mai avuto un solo dubbio sulla promozione dei bianconeri. Neppure in quel ‘famoso’ novembre che ha visto De Feudis e soci andare un po’ in crisi…”.

Lei, se fosse Pelliccioni, da chi ripartirebbe la prossima stagione?
“Innanzitutto da Ricciardo: questo bomber ci sa fare, sono sicuro che uno come lui tornerà molto utile anche in C. In vista di questo probabile salto di categoria mi affiderei poi all’esperienza di Agliardi, alla grinta del Conte, alla freschezza atletica di Valeri, alla qualità di Fortunato e di Alessandro. Poi è chiaro: non è che tutti questi giocatori che ho appena nominato devono per forza partire con addosso i galloni da titolare”.

Voci di corridoio dicono che lei doveva andare all’Isola dei Famosi…
“Tutto vero! Avevo già fatto le valigie. Avevo già comprato la crema contro i mosquitos. Poi, all’improvviso, la produzione ha preferito puntare su Ghezzal. Hanno preso lui perché è più giovane e più bello di me. O forse perché lui, rispetto al sottoscritto, ha più amicizie ai piani alti. Vabbè dai, fa niente. Ma non è finita qui. Il prossimo anno proverò a rimandare il mio curriculum a Mediaset…”.


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