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Parla il talismano Fortunato: “Sogno una Parma-bis, qui a Cesena... ”

di Flavio Bertozzi
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Jacopo Fortunato
Jacopo Fortunato

Il Cesena, da quando Jacopo Fortunato è sbarcato in riva al Savio, le ha vinte tutte. E ha rosicchiato al Matelica qualcosa come 11 punti in 5 partite. Solo un caso? 

Fortunato, lei si sente il talismano di questo ‘nuovo’ Cesena?
“Se qualcuno mi dice che porto fortuna ai bianconeri, io mi stimo di brutto. E cavalco l’onda, ci mancherebbe. La mia avventura qui a Cesena non poteva cominciare meglio: cinque vittorie su cinque, due gol segnati, il primo posto in classifica. Quando ho lasciato il Pineto sapevo bene che andavo a giocare in una superbig, però mai e poi mai avrei pensato di potermi togliere tutte queste soddisfazioni in appena un mesetto”.

Il Cesena ha iniziato a volare. Il Matelica, invece, pare già col fiato corto.
“Angelini, quando eravamo a -7, continuava a dirci che quelli del Matelica non erano dei mostri. Ora che siamo a +4 il mister continua invece a ripeterci che a Matelica non sono diventati brocchi tutto d’un colpo. Dobbiamo rimanere sul pezzo, con le antenne dritte, concentrati: c’è ancora un intero girone da giocare. Bisogna fare un passo alla volta, massimo due. Ora dobbiamo vincere le prime due gare del 2019 con Avezzano e Olympia Agnonese ed arrivare allo scontro diretto del 16 gennaio con un vantaggio di almeno 4 lunghezze sui marchigiani... ”.

Il gol rifilato al Montegiorgio o la rete segnata alla Vastese: quale sceglie?
“La prima volta non si scorda mai: quel gol segnato al Montegiorgio al debutto mi ha regalato davvero una grande gioia. E’ chiaro però che, se mi fate scegliere, punto sull’altro sigillo realizzato al Manuzzi. Quando l’ho buttata dentro, ve lo giuro, non ho capito più niente. Quella curva, quel boato, tutti quei tifosi festanti: faccio quasi fatica a descrivere a parole cosa ho provato in quegli istanti. Mi è bastato poco per capire cosa vuol dire essere un giocatore del Cesena. Brividi. Brividi veri”.

Lei fra un mese farà 29 anni. Non è più giovanissimo. Rimpianti?
“Ho giocato nella Primavera dell’Inter. Ho fatto tanta serie C, anche in club importanti come Spal, Como e Reggina. In certi frangenti, nonostante il... cognome, sono stato sfortunato. Sono stato anche fermo ai box per infortunio per un anno intero. Però non cerco alibi, non cerco scuse: se non ho sfondato sul serio, se in carriera non sono riuscito nemmeno a giocare in B, si vede che ho commesso qualche errore di troppo, che ho ‘ciccato’ qualche crocevia. Non è ancora detta l’ultima parola, però. Non sono ancora un vecchietto. E magari col Cesena riesco a costruire qualcosa di rilevante, in extremis. Il calcio, a volte, qualche favola la sa regalare ancora. Non ditelo a nessuno ma io, zitto zitto, sogno di poter vivere qui a Cesena quello che è successo negli ultimi tre anni a Parma. Difficile, difficilissimo. Ma non impossibile”.

Con il club bianconero ha già parlato per la stagione 2019-2020?
“Al Cesena sono legato fino al prossimo 30 giugno. Con Pelliccioni sono però già in parola anche per il prossimo campionato. Adesso, comunque, preferisco non spingermi troppo avanti con i pensieri. Ora voglio solo concentrarmi su questa sfida a distanza col Matelica. E godermi questa mia avventura in bianconero. Sarò scontato quanto volete, ma qui a Cesena mi sto trovando divinamente. Angelini è un ottimo allenatore. Lo spogliatoio è unito, pieno di bravi ragazzi. I senatori Biondini, Agliardi e De Feudis mi hanno accolto a braccia aperte fin dal primo giorno che sono arrivato. E nel calcio moderno, questa, non è una cosa scontata. Fidatevi di me, che l’Italia l’ho girata... ”.


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