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Cascione: “Un giorno tornerò. E se il Cesena non rinnova ad Agliardi…”

di Flavio Bertozzi
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Solo di quello. Ormai si parla solo di quello. Del Coronavirus. E così, piano piano, stiamo colpevolmente (e scioccamente) perdendo di vista le cose davvero importanti. Come la riappacificazione fra Sgarbi e la D’Urso. Come la lite infinita fra Bugo e Morgan. Come l’alterco fra Zequila e la Volpe. Come la polemica a distanza fra Ricci e quell’essere – ehm ehm – mitologico colorato di bianco e nero (mezzo Modesto, mezzo Pelliccioni). Per la verità – e qui divento serio – ci stiamo perdendo anche la clamorosa rimonta del Cattolica SM in serie D. Una rimonta a dir poco straordinaria. E chi c’è dietro questo piccolo ‘grande’ miracolo che si sta consumando in Riviera. Sì, proprio lui: mister Emmanuel Cascione.

Cascione, incredibile ma vero: se il campionato finisse ora il suo Cattolica sarebbe salvo.
“La strada che porta alla salvezza diretta resta ancora lunga e tortuosa. Non abbiamo ancora fatto nulla. Però sì, questa recente striscia positiva di risultati ci ha fatto rinascere. Al momento saremmo salvi. Chi l’avrebbe detto soltanto una manciata di settimane fa?”.

Io no di certo. Dopo 10 giornate la sua truppa aveva appena 3 punticini in cascina. Sembravate già morti e sepolti.
“Il nostro start di stagione è stato complicatissimo. La mia squadra (costruita in fretta e furia, ndr) faceva delle prestazioni straordinarie, ma i risultati non arrivavano. Sbagliavamo 6-7 palle gol a partita. Incassavamo reti assurde. Non riuscivamo a vincere uno straccio di partita…”.

Quale è stata allora la scintilla che ha dato il là alla vostra clamorosa remuntada?
“Il ko maturato con il Vastogirardi mi ha mandato in crisi, in confusione. Avevo perso quasi la speranza di farcela. Ma quella brutta sconfitta, in un certo senso, mi ha dato la forza per svoltare. Per cominciare una nuova storia. Ho tirato una riga. Ho messo da parte moduli e turnover. E mi sono detto: ora mi lascio guidare solo dal mio istinto…”.

Una grossa mano al suo Cattolica l’ha data poi il nuovo diesse Galassi. Un altro ex bianconero, come lei.
“Andrea, nel mercato di riparazione, ha fatto un lavoro eccelso. Riuscendo a portare a Cattolica i giocatori giusti. Galassi è uno che in D può lavorare ad occhi chiusi (confermo, ndr). Con lui e con Mancini (patron del Cattolica, altra vecchia conoscenza del Cavalluccio, ndr) mi trovo divinamente. Luca, fra l’altro, non mi ha mai messo in discussione…”.

A quale allenatore si ispira il giovane trainer Cascione?
“A livello di gioco, nel mio piccolo, cerco di seguire le orme del mio vecchio maestro Zeman. A livello di gestione delle partite, invece, stravedo per Allegri”.

Ora ci dica invece un pregio e un difetto del Cascione allenatore.
“Un pregio? Sono quasi imbattibile nel capire le varie personalità dei giocatori. Un difetto? In panca perdo la pazienza troppo facilmente. Se voglio arrivare lontano…dovrò calmarmi un attimo”.

A proposito di futuro: chissà se un giorno la vedremo mai alla guida del ‘suo’ Cesena.
“Tornare a Cesena nelle insolite vesti di allenatore è sicuramente un mio obiettivo. Prima di potermi rigiocare le mie chances in bianconero, però, ne dovrò mangiare di panini. Sono ancora alle primissime armi”.

Di questo eventuale ritorno in riva al Savio ne riparliamo magari fra qualche anno…
“… anche perché, se torno a Cesena, non lo faccio tanto per fare. A Cesena ho vissuto momenti importanti da calciatore, a Cesena ci abito ancora oggi con la mia famiglia. Quella panchina, per me, avrebbe davvero un significato speciale…”.

Che ci dice del suo collega (ed amico) Modesto. Sorpreso dal suo esonero?
“Assolutamente no! Il suo esonero era scritto. Questo perché il feeling fra lui, la stampa, i tifosi e presumo anche diversi giocatori della rosa, non era mai scattato”.

Riuscirà Viali a portare il Cavalluccio in salvo senza passare dalla roulette dei play-out?
“Su questo non ho nessun dubbio: il Cesena si salverà, senza troppi patemi d’animo. L’ultimo ko maturato col Vicenza non mi ha fatto cambiare idea. Questa squadra ha tutte le carte in regola per fare un buon finale di stagione”.

Questo Cesena prende troppi gol stupidi. Forse è giunto il momento di ripescare il vecchio Agliardi?
“Sulle qualità di Marson non posso e non voglio esprimermi. Di sicuro so quanto può dare ancora Agliardi a questo Cesena. Soprattutto ora che la squadra ha bisogno di tranquillità ed esperienza”.

Se ad Agliardi non verrà rinnovato il contratto, farà per caso una telefonata al suo ex compagno di merende bianconere?
“Premessa doverosa: il Cesena, se non rinnoverà ad Agliardi, farà un grosso errore. Perché Federico, oltre che essere un grande professionista e un portiere ancora integro, è uno che ama alla follia il Cesena. Detto questo, è ovvio: se il Cesena lascia a piedi Chicco, io una proposta per la prossima stagione non posso non fargliela. Mi piacerebbe averlo in squadra con me. Anche se so bene di non essere l’unico allenatore in giro a coltivare questo pensiero stupendo…”.

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