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ESCLUSIVO Jimenez: “Io con Mutu. A Cesena. Chissà come sarebbe finita…”

di Flavio Bertozzi
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Posso dire che Luis Antonio Jimenez è stato il giocatore più forte mai passato da Cesena? Ma sì, lo dico. Ed allora… largo a El Mago. Largo ai suoi amarcord in salsa romagnola, ai suoi rimpianti ‘targati’ Cavalluccio. “Mi fa sempre un immenso piacere ripensare a quella straordinaria salvezza conquistata a Cesena nel 2011 - ci rivela in esclusiva l’ex fantasista (anche) di Inter, Lazio e Fiorentina - e se penso a quel ‘famoso’ rigore segnato al Chievo mi vengono ancora i brividi…”.

Jimenez, la Romagna che tifa bianco e nero non hai mai smesso di osannare El Mago.
“Ed io non ho mai smesso di voler bene al Cesena. Sono passati ormai più di 8 anni da quando le nostre strade si sono divise. Ma io, da lontano, ho continuato a seguirvi. Non ho smesso di fare il tifo per voi nemmeno dopo il fallimento del club. Cesena è stata una tappa molto importante della mia carriera. Io non dimentico chi mi ha voluto bene…”.

Campedelli, nell’estate del 2010, la liberò da quel terribile incubo ‘chiamato’ Ternana.
“Longarini mi teneva in ostaggio, rischiavo di dover rimanere fermo 6 mesi. Ero stremato, sull’orlo di una crisi di nervi. Poi, proprio all’ultimo giorno di mercato (grazie anche al lavoro certosino svolto dal bravissimo agente sammarinese Claudio Peverani, ndr), riuscii a passare in prestito al Cesena. E la mia vita calcistica si riaccese. All’improvviso”.

Quel Cesena riuscì poi ad arpionare una salvezza da urlo.
“Già ad inizio settembre ci davano tutti per spacciati. Nessuno credeva in noi. Nel corso di quel campionato arrivarono momenti durissimi. Ma, grazie a quella rimonta cominciata dopo quell’1-0 casalingo col Chievo, riuscimmo a raggiungere il nostro obiettivo con una giornata di anticipo…”.

Ecco, il rigore segnato al Chievo. Parliamone. Su quel penalty ci si potrebbe scrivere un romanzo.
“Arrivammo a quella partita col fiato corto. Dovevamo vincere ad ogni costo. Ma a un minuto dalla fine stava ancora 0-0. Poi arrivò quel rigore tanto discusso. Sotto la curva occupata dai nostri tifosi. Quella palla pesava come un macigno. Ma, per fortuna, andò tutto bene. Il resto è storia. Il finale di quel romanzo lo conoscete tutti…”.

Alla fine per lei arrivarono 31 gettoni infiocchettati da 9 gol, quasi tutti decisivi.
“Quella mia scommessa ‘targata’ Cesena era stata vinta ampiamente. Ma io ero già pronto per concedere il bis. Campedelli fece di tutto per farmi rimanere in bianconero, io avevo già dato il mio ok al Cesena ed ero felicissimo di poter fare coppia con quel genio di Mutu: chissà cosa avremmo combinato assieme, là davanti. Però, il ‘solito’ Longarini, decise di mettermi  nuovamente il bastone fra le ruote. Di non cedermi al Cesena. Ero finito in una sorta di prigione. E così decisi di avvalermi dell’articolo 17 del Regolamento FIFA (Jimenez riuscì a liberarsi dalla Ternana ma fu costretto ad emigrare all’estero, ndr).

Lei, da quella volta, non è più tornato a giocare nel Vecchio Continente. Ha qualche rimpianto?
“Il rimpianto di non aver potuto continuare ad esibirmi in Italia mi accompagna ancora adesso. In passato ho più volte sognato un ritorno nel vostro campionato. O in Europa. Ma, per un motivo o per l’altro, non sono mai riuscito a coronare questo mio desiderio. Non si può sempre avere tutto dalla vita…”.

Intanto, la sua carriera, continua più che mai. Sta pensando per caso di appendere gli scarpini al chiodo?
“Ora gioco nel Palestino, la squadra cilena  dove è cominciata la mia storia. Tanti anni fa. Mi diverto ancora. E in questo momento non penso affatto al ritiro: ho ‘solo’ 35 anni, finché il fisico regge vado avanti. Tanti miei amici ex calciatori mi hanno detto: ‘Luis, gioca più che puoi. Che poi quando smetti ti viene subito la nostalgia’. Ecco, io sto seguendo alla lettera il loro consiglio…”.

Caro El Mago, grazie per questa bella chiacchierata… intercontinentale. E in bocca al lupo per la Coppa Libertadores.
“Crepi il lupo. Sono appena sbarcato in Paraguay. Fra poche ore (proprio stasera, ndr) mi aspetta la difficile sfida con il Guaranì. Sono bello carico. A presto, Bertozzi. E salutami Cesena”.

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