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Frutipapalina e flamenco

di Stefano Severi
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1. Finalmente gira bene anche per il Cesena: un errore del portiere avversario regala il vantaggio ai bianconeri e la traversa nega il pareggio al Modena. Tutto legittimo sia nell’economia di una partita che in quella di un campionato: bravo quindi il Cesena a non sprecare questi vantaggi.

2. Possiamo tranquillamente asserire che il Cesena non abbia giocato male nemmeno contro SüdTirol o Reggiana – forse con un po’ più di paura nelle gambe, oggi tutti sembravano più sicuri – ma in quelle occasioni l’equilibrio o non si era spezzato (Reggio Audace) o era stato spezzato in favore degli ospiti (Alto Adige).

3. Chiariamoci subito: la fortuna nel calcio va sempre aiutata. Vietato quindi sostenere che il successo di oggi sia stato esclusivamente merito dell’errore di Gagno: il Cesena e Modesto sono stati bravi a capitalizzarlo e gliene va dato merito. Parimenti va riconosciuto che nelle ultime uscite casalinghe il fato era stato un po’ meno generoso coi romagnoli.

4. In questa serie C basta poco, anzi pochissimo, per invertire la marcia. Di grandi rivoluzioni Modesto non ne ha fatte ma finalmente sta raccogliendo quanto, un po’ ingiustamente, non aveva avuto durante il mese di ottobre.

5. Guardiamo ai numeri, che fino a poco tempo fa descrivevano una squadra in grave crisi e che in soli 8 giorni tratteggiano tutt’altro scenario. Alla vigilia della trasferta in Umbria il Cesena era la squadra con la peggior striscia negativa aperta di tutto il girone: persino il Rimini aveva interrotto il digiuno di vittorie. Ora, al contrario, i bianconeri sono una delle sole 4squadre ad essere imbattute negli ultimi 5 turni di campionato (e se contassimo la Coppa Italia sarebbero 6 partite ufficiali). Meglio hanno fatto solo Reggiana e Piacenza, con 6 risultati utili consecutivi in campionato, mentre Imolese e Cesena sono fermi a 5.

6. Il Cesena è poi la squadra con la miglior imbattibilità del proprio portiere ancora in essere: nelle ultime tre gare nessun’altra formazione è riuscita a mantenere la porta sempre inviolata.

7. Quest’ultimo dato è forse quello che spiega meglio la svolta bianconera: si è spesso detto che la coperta del Cesena era corta, che lavorare sulla fase difensiva avrebbe implicato un sacrificio di quella offensiva. In parte è vero, ma allo stesso modo la prima regola del calcio è non subire gol: poi basta anche un solo episodio a favore (un errore del portiere, un rigore anche dubbio…) e le partite si portano a casa.

8. Oggi il Cesena ha vinto, e giocato bene, anche senza De Feudis. Così facciamo felici anche i futuristi che non vogliono aggrapparsi alla storia (recente e vincente) del Cesena. Ma va sottolineato come il capitano del Cesena oggi fosse un ragazzo nato e cresciuto alle Vigne, un cesenate vero, spesso criticato e nonostante tutto autore dell’assist decisivo. Ecco la forza del Cesena è anche questa: l’identità che sa trasmettere e che al tempo stesso riceve dai propri giocatori. Ragazzi pronti a gettarsi nel fuoco per amore della maglia: Capellini è uno di questi.

9. Ma oggi sono stati bravi tutti, anche quel Franco che al 90’ ha speso un secondo giallo tattico per fermare un’azione potenzialmente pericolosa del Modena. Ecco, qui sta la differenza: non si è trattato di un fallo di frustrazione bensì di un vero e proprio sacrificio a favore della squadra. E tutto il Manuzzi glielo ha riconosciuto tributandogli l’applauso all’uscita: Franco è un altro dei simboli di questa parziale rinascita bianconera.

10. Plauso finale per lo stadio più bello della regione, probabilmente di tutta la C. Coreografia stupenda, pubblico encomiabile, tifosi finalmente e probabilmente nuovamente uniti sia dentro che fuori – chissà come si tradurrà “Parco Frutipapalina” in andaluso – e un calore che non lascia indifferenti. Applausi, e non solo per Fibra.

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