Il leone e la gazzella

di Stefano Severi
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1. “Qui chi non terrorizza si ammala di terrore” recita una delle più intense composizioni artistico-letterarie del ‘900 italiano, e in fondo è proprio questo il senso della sfida a Cesena e Matelica: occorre continuare a vincere senza soluzione di continuità per spaventare e intimorire l’avversario.

2. Dopo aver perso all’Orogel Stadium il Matelica ha messo a segno un fantastico settebello in campionato (più una vittoria in Coppa): sette vittorie consecutive potrebbero piegare l’animo di chiunque ma non del Cesena che ha risposto con 6 successi e un pareggio.

3. Il Cesena sente molto chiaramente la pressione del Matelica e sperimenta sulla propria pelle quanto sia frustrante vincere (quasi) sempre e non riuscire ad aumentare ancora il vantaggio in classifica.

4. Sul fronte opposto però non va dimenticato che la stessa situazione, aggravata dal fatto di dover inseguire e quindi essere dietro, è vissuta dal Matelica: 7 vittorie consecutive gli hanno consentito di rosicchiare solamente 2 punti su 10 e un po’ di scoraggiamento è inevitabile.

5. Partendo quindi dal presupposto che entrambe le contendenti continueranno a giocarsela al massimo fino alla fine, diamo uno sguardo ai numeri: i marchigiani potranno al massimo arrivare a quota 91 a fine campionato mentre il Cesena con 92 punti sarebbe matematicamente promosso.

6. Per arrivare a 92 servono altre 7 vittorie e due pareggi: il Cesena può quindi permettersi il lusso di non vincere tre partite da qui alla fine. Si tratta di un vantaggio non da poco visto che i bianconeri sono reduci da una striscia positiva di 15 risultati utili consecutivi caratterizzata da 13 successi e 2 soli pareggi.

7. I numeri sembrerebbero dare credito al Cesena ma andando ad analizzare le ultime 7 gare delle prime due della classe si capisce come la lotta sia ancora apertissima. Dei 19 punti totalizzati dai romagnoli post-scontro diretto, ben 5 sono arrivati in zona Cesarini: due a Francavilla (84’ Valeri), uno con la Sangiustese (96’ Munari) e due a Forlì (97’ Valeri). Altre due vittorie sono state messe “in ghiaccio” solo nel finale grazie alle reti di Fortunato (90’  Sammaurese) e ieri Alessandro. Santarcangelo a parte, il Cesena ha sempre sofferto fino alla fine.

8. Al contrario il Matelica ha mostrato dopo il ko in riva al Savio una solidità difensiva impressionante: una sola rete subita in 7 gare, peraltro totalmente insignificante, nel 4-1 rifilato al Real Giulianova. Tre successi di misura contro Pineto, Notaresco e Avezzano, doppio 2-0 (Agnonese e Castelfidardo) e due goleade (Real Giulianova e 5-0 al Montegiorgio).

9. La sfida si fa quindi anche (soprattutto) psicologica: da un lato un Cesena che dimostra un grande carattere nel saper soffrire e vincere fino alla fine, reagendo anche a situazioni di oggettiva difficoltà, dall’altra un Matelica cinico e perfezionista che tende a vincere col minimo sforzo. Entrambe però sono accomunate da un unico obiettivo: correre più dell’avversario, come in quella famosa storia africana del leone e della gazzella.

10. In Africa, tutte le mattine, quando sorge il sole, una gazzella muore (cit.). Vediamo di fare la fine del leone, quindi.


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