Una poltrona per due

di Redazione TUTTOCesena
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1. Un amico e collega pochi minuti dopo la fine della sfida tra Isernia e Matelica mi ha ricordato un mio sms del 26 ottobre: “Se non arrivi alla pausa con +5 sul Matelica hai un problema”.

2. Il pareggio in extremis dei marchigiani di domenica scorsa ha ridotto il vantaggio dei bianconeri a +4, ma per come si era messo il campionato, direi che la tabella di marcia è rispettata.

3. Con tutti il rispetto per il Matelica, che negli ultimi due anni sta facendo cose egregie in serie D e a livello tecnico e societario (tanto da fare invidia a compagini sia di serie C che serie B, za fo’), non poteva andare diversamente.

4. Il brivido c’è stato, va ammesso: Novembre è stato un mese magico per il Matelica e al tempo stesso il Cesena si è lentamente logorato, vittima di infortuni che hanno rivelato una rosa più corta del previsto e una base di giovani non sempre all’altezza.

5. Ecco, novembre, mese chiave per le sorti bianconere, con il -7 dal Matelica ha regalato ai soci del Cesena FC un’epifania: per il cambio di marcia sarebbe stato necessario ragionare da vero Cesena e non più da Martorano bis. In pratica si è capito che non sarebbe più stato tempo per la "poltrona per due".

6. Fino a quel momento infatti, più per necessità che per altro, si era costruito il nuovo progetto sulle basi della società di via Calcinaro. Scelta molto discussa in estate, anche da chi nel frattempo da contestatore si è trasformato in nuovo yes man (eh, la forza dell’abitudine), ma tutto sommato legittima e fino a un certo punto efficace.

7. Poi l’improvviso crollo e l’amaro risveglio: rifondazione a livello tecnico e societario. Sul piano tecnico Alfio Pelliccioni promosso plenipotenziario (con Daniele Martini ormai proiettato al futuro progetto Martorano-Diegaro) ha ridisegnato la rosa con una suntuosa campagna di rafforzamento nel mercato invernale.

8. Sul piano societario lo scorso CdA ha di fatto sancito la rottura tra nuovo Cesena e vecchio Martorano: mossa effettuata volutamente in sordina ma non per questo meno impattante.

9. Ci ritroviamo così a festeggiare un Natale da capolista con 4 punti di vantaggio sulla seconda: vantaggio consistente ma non ancora rassicurante, destinato necessariamente ad aumentare. Senza euforia né presunzione: questa è serie D e l’obbligo di vincere il campionato con 6 o 7 giornate di anticipo è dato dal blasone.

10. Buon Natale a tutti, infine. A quelli che hanno scelto comunque di venire sabato allo stadio nonostante il freddo e lo shopping natalizio (cinquemila anime sono comunque un’immensità, dato il tempo e il luogo), a quelli che soffrono da lontano e a quelli che non ci sono più, come ricordato dalla Curva Mare, ma che saranno sempre con noi. Il mio speciale ricordo va a Vittorio Calbucci, nel terzo anniversario della scomparsa. 


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