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E se rimanesse Angelini?

di Bruno Rosati
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Alfio Pelliccioni, confermato
Alfio Pelliccioni, confermato

Dopo la conferma ufficiosa giunta negli scorsi giorni, è arrivata anche l’ufficializzazione con tanto di conferenza stampa e tutti i crismi necessari: Pelliccioni sarà il direttore sportivo del Cesena anche per la stagione 2019-2020. Ad introdurlo ci pensa un più che soddisfatto presidente Patrignani: “Siamo veramente contenti di aver trovato l’accordo per la conferma di Pelliccioni. Alfio ha lavorato egregiamente, ad agosto è arrivato anche lui in corso d’opera ed ha saputo immediatamente individuare le pedine cruciali. Ha poi limato le carenze della rosa nel mercato di dicembre e abbiamo raggiunto l’obiettivo prefissato. Ma, al di là di ciò, abbiamo potuto ammirare la sua professionalità nel corso di tutto l’anno ed è da questa che nasce l’intenzione di proseguire insieme. Riteniamo sia la persona giusta per continuare questo percorso, a maggior ragione adesso, dato che conosce la serie C ben più di quanto conoscesse il mondo dei dilettanti”.

La parola passa dunque al direttore che appare già carico nel volersi mettere immediatamente all’opera: “Innanzi tutto ci tengo a ringraziare la società. Quello che ci attende ora è un mondo nuovo, la serie C è come se si trovasse due categorie sopra la D. Però è un campionato che ho sempre fatto e sono determinato nel voler raggiungere le dieci promozioni personali in carriera”.

Sulla squadra che verrà formata si preannunciano cambiamenti radicali rispetto alla rosa attuale: “Occorrerà un organico profondamente diverso. La C è molto somigliante alla B in questo senso, sebbene con un livello tecnico più basso. Servirà un gruppo giovane nel quale tutti gli elementi sappiano abbinare corsa e grinta. Mi baso sulle mie esperienze pregresse e posso dire che il più bravo in questo ambito è chi sbaglia meno. Se a Portogruaro [promozione in B nel 2009-2010] si è trattato di un caso fortunato, a Monopoli abbiamo allestito un buon collettivo che ha saputo raggiungere i play-off per due anni consecutivi. Non vi preoccupate, in serie C mi sento molto più a mio agio che in D. Prima di quest’anno, l’ultima D l’avevo fatta con il San Marino nel 1999-2000”.
A questo punto si inizia ad entrare nel vivo, su chi andrà a comporre il nuovo Cesena: “Costruiremo una rosa di 24-25 giocatori. Sarà fondamentale non sbagliare su quali giovani puntare. Ad esempio, un giocatore come Younes El Bouhali dev’essere in pianta stabile in prima squadra. L’utilizzo dei giovani non è obbligatorio come in serie D ma concedendo loro un alto minutaggio si può accedere ai premi valorizzazione. Per una società che si vuole consolidare è inoltre fondamentale provare a fare qualche plusvalenza. Sono fiducioso sulla permanenza di Ciofi e Valeri, sto parlando con i loro procuratori. Ciofi proveremo a trattenerlo a titolo definitivo, avremo solo sei posti liberi per acquisire giocatori con la formula del prestito, anche su questo aspetto serve attenzione”.
Sui possibili ritorni di Carnesecchi e Babbi, facenti parte del settore giovanile del vecchio AC Cesena, non si sbilancia: “È chiaro che abbiamo un occhio di riguardo per gente che si è formata qui calcisticamente. Ho dei tavoli aperti con Atalanta, Parma e Torino. Anche Munari potrebbe rimanere”.

Si passa quindi a parlare di Luca Ricci, anch’egli cresciuto nel settore giovanile del Cavalluccio e da sempre pallino di Pelliccioni: “È un amico, a Monopoli l’ho fortemente voluto con me anche se poi a gennaio mi ha ‘tradito’ andando alla Carrarese. Scherzi a parte, Ricci è un profilo importante per la C. Ha un contratto in essere con una squadra di primo livello e sicuramente la concorrenza per arrivare a lui sarà agguerrita. C’è però da dire che Cesena, sia in D che in C, rappresenta una piazza ambita, che fa gola a tanti. È difficile che un giocatore in serie C non abbia piacere di giocare per il Cesena”.
Da un possibile rinforzo esperto, si torna a guardare a chi è già qui. Si parla di Alessandro e Ricciardo che hanno trascinato i bianconeri alla promozione a suon di gol: “Prima di tutto individuiamo i giovani. Danilo e Gianni non sono più ragazzini e con loro parleremo dopo aver scelto l’allenatore. Di qui a dieci giorni avrete notizie anche su questo”.

Si arriva quindi al tema più scottante, chi guiderà il Cavalluccio da luglio in avanti? “A voi giornalisti piace tirare in ballo tanti nomi, lo capisco. Ho sentito anche ipotesi fantasiose a riguardo in questi giorni”. Dei tanti nomi circolati, in effetti molti si stanno defilando: secondo voci di corridoio, Scienza sarebbe vicino al rinnovo con il Monopoli che gli ha proposto due anni di contratto; Calori e Calabro hanno ingaggi pressoché inavvicinabili mentre Zironelli, che da ieri non allena più la Juventus U23, sembra prossimo a trovare l’accordo con il Padova.
Risulta comunque strano che Angelini, il mister che non solo ha raggiunto l’obiettivo ma ha anche portato il Cesena tra i primi 4 club su 168 partecipanti alla serie D, sia già tagliato fuori dai giochi. Su ciò Pelliccioni chiarisce: “In questi giorni stiamo facendo attente valutazioni interne sulla figura di Angelini. Un eventuale vittoria dello scudetto non cambierebbe nulla perché tutte le squadre stanno schierando le loro seconde linee o comunque chi ha trovato meno spazio. Angelini va valutato per aver saputo creare un gruppo coeso che ha saputo raggiungere il salto di categoria, traguardo sempre difficile”. A questo punto interviene il presidente Patrignani a precisare che sarebbe bello riuscire ad aggiudicarsi lo scudetto dei dilettanti e poter così disputare il prossimo campionato con il tricolore sulla divisa.

Sinora tutto abbastanza chiaro, ma di quanto potrà disporre il Cesena per operare sul mercato? Pelliccioni sembra non preoccuparsene: “Prima del budget vengono le idee. Ci si possono togliere grandi soddisfazioni anche senza un budget esagerato. Senza idee invece non fai mai molta strada… ”

Infine, il direttore conclude confessando il proprio obiettivo personale. “Il nostro faro dovrà essere la salvezza. La prossima sarà una stagione di assestamento per cui è fondamentale mantenere la categoria. Io però sarò contento con un quinto o sesto posto”.


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