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Patrignani: “Angelini non è mai stato in discussione. E sulle gare in notturna... ”

di Flavio Bertozzi
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Il CAP
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Campione d’inverno. Il CAP Corrado Augusto Patrignani passerà un Natale felice. Così come tutto il popolo bianconero.

Presidente, a fine novembre il Cesena era in crisi. Infarcito di dubbi, paturnie e timori. Adesso invece vi godete questo primato che profuma di resurrezione.
“A questo dicembre non potevamo chiedere di meglio: cinque vittorie consecutive, il sorpasso al Matelica, il titolo di campione d’inverno in saccoccia. La serie C è ancora lontana, lontanissima. È chiaro però che in questo ultimo mese, in casa bianconera, ci siamo portati avanti con i lavori. La squadra ha saputo rimettersi in carreggiata dopo un momento difficile. Di sicuro una grossa mano ce l’hanno data i rinforzi arrivati col mercato di riparazione: nelle ultime settimane ci siamo assicurati diversi top player per la categoria che hanno fatto subito la differenza”

In realtà, il rinforzo più pesante, ve lo eravate portati a casa già ad ottobre. Ci dica la verità: l’idea di prendere Agliardi è tutta farina del suo sacco, vero?
“Assolutamente no! La decisione di prendere Federico è stata il frutto di una decisione collettiva. L’idea di assicurarci questo portiere, nata la scorsa estate e poi accantonata, è stata riesumata perché in corso d’opera ci siamo tutti resi conto che l’esperienza e la bravura di Agliardi sarebbe stata per noi preziosissima. Anzi, fondamentale. Il portiere, in A come in D, conta come un bomber da 20 gol a stagione. Non lo dico io, lo dicono i numeri: Agliardi, in questi tre mesi, con le sue parate ci ha regalato tanti punti preziosi”

Qualcuno, dopo il ko di Pineto e il pari col Campobasso, ha invocato frettolosamente l’esonero di Angelini. Il mister è stato mai messo in discussione dalla società?
“Mai, nel modo più assoluto. La panchina di Angelini è stata sempre saldissima, anche quando eravamo precipitati a meno sette dal Matelica. Che colpa poteva avere il mister se, ad un certo punto, ci siamo ritrovati con la rosa decimata da infortuni e squalifiche? Angelini sta facendo un ottimo lavoro, siamo contentissimi del suo operato. Anche la squadra gli vuole bene. Siamo tutti uniti. E in testa abbiamo un solo ed unico obiettivo: la serie C. Dobbiamo continuare su questa strada”

A proposito di C: che succederà in caso di promozione? La vostra attuale compagine sociale sarebbe pronta per un campionato così dispendioso?
“Sì, saremmo pronti pure ora. Poi è chiaro, con dei nuovi ingressi tutto sarebbe più facile: più ingressi ci sono e più si può alzare l’asticella. Chi ora è all’interno del Cesena vuole rimanere dentro la compagine sociale, vuole misurarsi anche con la serie C. Comunque non metto paletti: ascolteremo ogni proposta ‘esterna’ che ci verrà sottoposta. Non diciamo di no a priori a un eventuale imprenditore che vuole rilevare la società. Tale imprenditore, però, deve essere del territorio. Deve avere un progetto importante. Deve essere credibile. Non deve essere un mercenario, un rabaziere, una semplice meteora... ”

La distinta di Cesena-Real Giulianova ‘parla’ di 9.111 spettatori. Quando in realtà, causa gelo, al Manuzzi sono venute meno di 4mila persone. Molti abbonati sono incazzati con voi... 
“Giocare una notturna in pieno inverno può comportare dei grossi disagi, ne siamo tutti consapevoli. Comprendo le lamentele dei tifosi, ma le variabili in gioco erano davvero troppe. Abbiamo cercato di trovare un punto di equilibrio fra tutte le parti. Da una parte c’erano i nostri giocatori che ci hanno chiesto di avere un giorno di vacanza in più. Dall’altra il Real Giulianova che non ha accettato di giocare il sabato alle 14.30. La collocazione del match nel tardo pomeriggio di sabato avrebbe poi creato dei problemi ai commercianti della zona, in uno dei giorni di shopping più importanti dell’anno. Il Cesena è una società che deve necessariamente guardare anche alle esigenze del territorio... ”


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