L'AVVERSARIO - Carpi, dalle stalle alle stelle nel segno di Pasciuti

di Patrick Lavaroni
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LA STORIA:
La storia recente del Carpi si coniuga con quella del Cesena sotto un solo nome: Fabrizio Castori. Il neo-allenatore del Cavalluccio aveva già scritto la storia bianconera dieci anni fa, ma anche durante la sua recentissima parentesi in Emilia ha lasciato il segno. La storica promozione in A dei carpigiani porta la sua firma, un momento che ha coronato la grande crescita del club di Bonacini negli ultimi anni.

La storia del Carpi inizia nel 1909 e abbraccia tutte le categorie del calcio italiano, sia professionistiche che dilettantistiche. Durante gli anni ’90, con la squadra in Serie C, sulla panchina si sedettero allenatori come Gianni De Biasi e Luigi De Canio, il quale lanciò un giovane Marco Materazzi.

Nelle stagioni successive i “falconi” precipitarono senza sosta, retrocedendo nei dilettanti e fallendo; ma dalle ceneri di quella società nacque la formazione capace di compiere una scalata dal calcio regionale alla Serie A. Nel 2012 gli emiliani, giunti in Lega Pro, sfiorano per la prima volta la cadetteria venendo sconfitti dalla Pro Vercelli nella post-season; ma nella stagione seguente il subentrato Fabio Brini condusse il Carpi in B, centrando il riscatto ai playoff nella partita contro il Lecce, vinta grazie alla rete di Kabine.

Dopo una tranquilla salvezza in B (anno in cui i carpigiani soffiarono Ardemagni a Foschi durante il mercato di Gennaio); il club incontra Fabrizio Castori il quale compie una delle più grandi imprese della storia cadetta: squadra promossa clamorosamente in Serie A con quattro giornate d’anticipo; davanti all’altrettanto sorprendente Frosinone e al quotatissimo Bologna di Laribi e Cacia. In A, Castori sfiora solamente l’impresa della salvezza, retrocedendo in favore di un fortunatissimo Palermo; l’anno scorso i falconi hanno ritentato l’attacco alla massima serie, venendo respinti dal Benevento nella finale playoff.

Si è chiuso così un ciclo in cui Castori è stato protagonista assieme a giocatori esperti come Porcari, Sgrigna, Bianco e Colombi; talenti esotici tipo Mbakogu e Belec e uomini venuti dal basso: Pasciuti su tutti. Unico calciatore della storia italiana a segnare nelle 5 principali categorie del calcio tricolore (dalla A alla D), un record inseguito sempre col falcone cucito sul petto.

IL MOMENTO:
Con Castori se ne sono andati anche diversi dei suoi alfieri come Lollo (all’Empoli), Porcari (alla Triestina), Letizia (Benevento), Di Gaudio (Parma) e capitan Bianco (a Perugia). I superstiti Pasciuti e Mbakogu guidano il nuovo 4-3-3 di mister Calabro, che in settimana ha tentato di migliorare gli schemi di gioco della propria formazione, capace di racimolare 11 punti ( 3 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte), senza Concas e Mbaye; non al meglio. Davanti a Colombi il duo Ligi (ex della gara) e Poli tenterà di arginare Jallow; sulle fasce Jelenic e Sabbione daranno supporto al trio di centrocampo Brosco-Verna-Pachonik mentre davanti assieme ai già citati Pasciuti e Mbakogu ci sarà Nzola.

CARPI (4-3- 3): Colombi; Sabbione; Poli; Ligi; Jelenic; Brosco; Verna; Pachonik; Pasciuti; Mbakogu; Nzola.

L’UOMO IN PIU’:
Sperando che Ligi non si faccia rimpiangere, il Carpi presenta un discreto pacchetto difensivo a dispetto di un centrocampo quasi esordiente per la categoria. L’attacco con il recordman Pasciuti è un reparto insidiosissimo e Mbakogu ha mostrato dal suo ritorno nello scorso gennaio di dare il meglio di se coi colori biancorossi, nonostante durante la fugace esperienza in A, due suoi errori dal dischetto nella stessa partita costarono di fatto la retrocessione.


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