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La miglior formazione del decennio per TuttoCESENA - Per B.R. è tutta soap opera

di Bruno Rosati
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Il calcio è soap opera. Ogni giorno veniamo bombardati - fra tv, web e cartacei - di servizi, articoli o più in generale contenuti che trattano il calcio come tale. Pochissime le eccezioni che provano (per altro senza sovvertire gli equilibri) a proporre analisi di campo o a spiegare nozioni teoriche. Cosa studiano gli aspiranti tecnici a Coverciano? Quali concetti espressi nelle loro tesi, con cui ottengono il patentino di allenatore, ritroviamo nella disposizione in campo delle loro squadre? Chi lo sa? Meglio parlare del procuratore che bussa alla porta della società per chiedere l’aumento o della foto giornaliera postata su Instagram. Il calcio in Italia è soap opera.

Non sarò certo io ad invertire questa tendenza, né intendo farlo attraverso lo schieramento di una formazione impossibile (che è essenza delle telenovelas calcistiche che ci fanno fantasticare). Dunque, qual è il miglior Cesena degli ultimi dieci anni? Non quello potenzialmente più forte. Almeno non per me. Io sono propenso a scegliere la formazione di chi mi ha emozionato di più. E gli standard dei serial televisivi ci impongono di emozionarci sia in positivo che in negativo. Infami e figli di puttana servono quanto eroi e simboli.

Senza seguire alcuna logica nell’annunciare l’undici, partiamo dalla panca. Sulla quale non può sedersi altri che Pierpaolo Bisoli. Ipotizzare un confronto con qualunque altro allenatore sarebbe ampiamente offensivo. Ma non per il Bisolone, bensì per il contendente. Non ci sarà mai paragone in grado di reggere, quel che ha fatto il mister di Porretta Terme è più che irripetibile. Once in a life time, direbbero gli anglofoni. Giudicare altri tecnici rapportando il loro operato con quello di Bisoli sarebbe ampiamente ingeneroso.

In porta ci finisce Agliardi. Antonioli era di un’altra levatura, il Coser del 2013-14 raggiungeva picchi di eccellenza impressionanti. Ma quanto orgoglio abbiamo provato nel vedere Federico titolare contro il Francavilla!? La prima partita al Manuzzi dopo la morte e resurrezione dell’estate del ’18. Chicco, l’unico ad aver fatto da ponte tra l’ultimissimo A.C. Cesena ed il neonato Cesena FC. Che gioia alla prima parata, sulla staffilata dalla distanza di Sanseverino!

Balziamo subito in avanti, la coppia d’attacco è composta nientemeno che da Alex Rodríguez e Mimmo Malonga. Due punte che si sono solo sfiorate in riva al Savio ma con tanti elementi di connessione. Entrambi non sono mai riusciti a levarsi di dosso l’etichetta di incompiuti. Però i 25 gol dello spadaccino non sono mica pochi. E la doppietta del francese al Via del Mare di Lecce è tra le più determinanti nella storia bianconera. Inoltre sfido qualcuno a dimenticarsi l’infilzata sotto la curva Bulgarelli…
Ad agire dietro le loro spalle, il ‘Cigno’ Succi, che proprio Bisoli utilizzava saltuariamente come trequartista: autore di gol mai banali e sempre decisivi, una garanzia.

A centrocampo, una cerniera che bada alla sostanza. Sul centro-destra Schiavone, un esempio di come si può riscattare un’annata negativa a suon di prestazioni pregne di personalità. Davanti alla difesa, il capitano De Feudis: perché per chi ha meno di trent’anni la bandiera è solo Beppe De Feudis. Sul centro-sinistra, l’irruenza di Coppola per spaventare gli avversari; in un decennio in cui più di mezza Europa ha avuto la febbre del ‘guardiolismo’, dove chiunque ha provato a giocare con il ‘falso nueve’, Cesena - che dalle trame spagnoleggianti si era fatta attrarre ed ingannare - ha saputo smaltire la delusione grazie al suo personalissimo ‘falso diez’. Tanti dissero che Coppola non era degno di indossare quel numero sulle sue spalle. Per me in pochi l’hanno onorato quanto lui…

Al centro della difesa, una coppia di nemici-amici. Massimo Volta, il baluardo di Desenzano, una ‘certezza in prestito’. Per lui più di cento partite mai da giocatore di proprietà. Come suo compagno di reparto, il muro di Grumello, Daniele Capelli. Difensore della vecchia scuola, poco incline a provare lanci improbabili ma sempre vigile a disinnescare ogni pericolo. Permettetemi un piccolo excursus: quando vi descriveranno - per l’ennesima volta - lo stereotipo del calciatore più classico, dell’arrognate che cammina a due metri da terra, mai consapevole di cosa sia la vita reale, voi parlategli di Daniele Capelli. Una persona umile, rispettosa, che non si risparmia quando c’è da dire “grazie” e sempre a disposizione se c’è da dare una mano a qualcuno.

Ora veniamo alle note dolenti, le fasce. Mi piange il cuore a lasciar fuori gente che il cuore lo gettava oltre l’ostacolo e che dal Cesena ha ricevuto solo un pessimo trattamento, come Lauro e Consolini. Sulla sinistra metto Renzetti. Delle quattro annate da titolare inamovibile, trascorse a suon di traversoni calcolati al millimetro per le teste dei compagni, il ricordo più vivido nella mia testa è quello dell’anno successivo, il primo con la maglia della Cremonese. Quella gomitata sul volto di Kupisz, nel freddo padano di una notte allo Zini, fu un gesto involontario o un raptus dovuto ad un non precisato senso di rivalsa da appagare? Non lo sapremo mai e non sono neppure sicuro di volerlo sapere. Ma soprattutto è indelebile il senso di vuoto, un buco allo stomaco che però non fa male, infonde solo leggerezza, provato nell’istante del suo autogol sotto la Curva Mare.

Sul versante opposto, l’ultimo ma non il peggiore. O forse l’ultimo e proprio il peggiore, il ‘Nemo propheta in patria’ per eccellenza: Luca Ceccarelli. Difficile trovare sul piano prettamente tecnico un terzino più forte transitato da Cesena negli ultimi due lustri. Eppure il gambettolese ha fatto di tutto per lasciare un cattivo ricordo. Il suo tentativo di fingersi convertito alla fede rossoblù è stato l’ultima occasione sprecata per cercare di essere benvoluto da qualcuno. Risultato: ripudiato dai suoi ex tifosi e comunque mai realmente calcolato dai nuovi supporter. Nonostante tutto, i gol di ginocchio contro Torino, Ascoli e la rete al Rigamonti di Brescia in massima serie restano gemme di un calciatore che ha scialacquato la propria carriera.
Ultima nota personale, se non fosse stato per Luca Ceccarelli verosimilmente non avreste letto nemmeno un mio solo articolo sul Cavalluccio (non che vi sareste perse poi chissà che cosa…)

Buon anno, bianconeri. Il mio augurio è che la decade in cui ci apprestiamo ad entrare possa essere emozionante quanto quella che ci stiamo lasciando alle spalle.


CESENA (4-3-1-2): Agliardi; Ceccarelli, Capelli, Volta, Renzetti; Schiavone, De Feudis, Coppola; Succi; Rodríguez, Malonga. All.: Bisoli

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