Cudini: “Meritavamo di più”

di Patrick Lavaroni
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Mirko Cudini
Mirko Cudini

Under, programmazione e… Matelica, tutto in un’interessante chiacchierata con mister Mirko Cudini, guida di un San Nicolò Notaresco giovane e sfacciato anche in termini di risultati.

Mister, ci parli della sua carriera.
“Ho allenato la juniores della Sambenedettese, la Sangiustese in Eccellenza con cui ho ottenuto la promozione l’anno scorso e ora il San Nicolò Notaresco”

Come sta andando questo primo anno in Abruzzo?
“Bene, molto bene riguardo ai programmi iniziali. Si puntava a salvarsi in quello che è un campionato difficile, ora speriamo di concludere nel migliore dei modi”

Due parole sul rocambolesco 3-2 dell’andata.
“Per noi quella partita ha rappresentato il punto più alto come motivazione, palcoscenico e modalità di partita. Avevamo espresso un bel gioco ma come spesso ci è capitato non abbiamo ottenuto il risultato che meritavamo. In squadra abbiamo giocatori molto giovani, ci può stare che si porti a casa meno di quanto costruito”

In campo, su cosa deve puntare il giovane under che si trova dinnanzi ad un giocatore più esperto?
“Elementi di esperienza come i vostri Biondini o De Feudis fanno la differenza, poi dipende dall’under in questione. Esistono under pronti per la categoria e under che sono alle prime esperienze. Comunque a livello dei singoli non è facile avere di fronte l’avversario più anziano, come ad esempio capita al terzino under con l’ala over”

Perché, in fatto di under, si punta a piazzarli nella casella del terzino oltre che quella del portiere?
“Sono meno determinanti, le società ci puntano perché non rappresentano dei cardini per i moduli utilizzati, poi è più facile trovare dei terzini o degli esterni già pronti per la D piuttosto che altri ruoli. Personalmente ritengo che se un under è bravo debba giocare. Nel nostro girone ci sono degli ottimi esempi in porta ma anche il Cesena ha buoni under pure in difesa. Infine la piazza gioca un ruolo importante. Con tutto il rispetto, un conto è fare l’under al San Nicolò e un conto è farlo a Cesena. L’obiettivo della società, che sia un campionato di vertice o una salvezza, influenza la loro crescita”

Tralasciando le nobili decadute, quanto è difficile per una squadra di Serie D prepararsi al salto in C?
“Diverse squadre non hanno la tradizione per fare il salto di qualità; nel nostro girone ci sono cinque o sei squadre di vertice ma poche hanno le carte in regola per permetterselo. Il Pineto, ad esempio, non può; senza nulla togliere ai loro mezzi economici e tecnici”

E il Matelica?
“Conosco la realtà di Matelica per vicinanza più che altro. Sono ambiziosi e con una proprietà importante. Ogni anno partono come quelli che dovrebbero vincere ma non ce l’hanno ancora fatta. In caso arrivi il grande salto dovrebbero cambiare tante situazioni a partire dallo stadio. Si tratta anche di tante altre piccole cose che sommate hanno il loro peso. Dal lato dell’ambizione credo siano pronti per la C ma sotto altri aspetti forse questo salto fa un po’ paura”


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