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Un altro calcio è possibile: dal calcio tedesco al modello St Pauli - Parte IV

di Stefano Severi
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Quarta puntata della nostra inchiesta sul calcio tedesco e sul Modello St Pauli in collaborazione con le Brigate Garibaldi St Pauli. 

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Oggi ci soffermeremo esclusivamente sui pirati dell’Elba…

Certo, ma prima di ogni altra considerazione vogliamo ripetere un concetto fondamentale: modello St Pauli significa associazione sportiva popolare e non azionariato popolare. L’azionariato popolare è una cosa diversa e non è in alcun modo descrittivo di ciò che accade in Germania.

Allora parliamo di questo associazionismo: l’altra volta ci siamo lasciati introducendo l’Assemblea…

Certo, l’assemblea è il parlamento di ogni associazione, il luogo nel quale si sviluppano linee direttive per i progetti e per le attività a venire. E’ l’organo principale di ogni associazione, più o meno come il Parlamento lo è in Italia. Al suo interno sono presenti vari gruppi e si creano situazioni eterogenee, esistono quindi varie correnti ma questo fa parte della democrazia politica di qualsiasi parlamento o associazione.

Ogni quanto si riunisce questa assemblea?

L’assemblea si costituisce una volta all’anno e partecipano tutti i soci di tutte le sezioni dell’associazione. Nel nostro caso il St Pauli ha oltre 20 sezioni di sport e non, tra cui quella dei soci non attivi, che da noi si chiama AFM. In pratica è la sezione di chi vuole essere socio del St Pauli ma non pratica nessuna attività.

E le varie sezioni come si regolano?

Anche loro si riuniscono una volta all’anno per la propria assemblea: parliamo di triathlon, beach volley, arbitri, commissione elettorale, ping-pong, calcio popolare femminile e maschile, vela, scacchi, calcetto e biliardino, calcio per non vedenti, pallamano etc.…

Arbitri? Il St Pauli ha una sezione di arbitri?

Sì, sembra strano ma in Germania tutte le associazioni hanno all’interno la sezione arbitri, così da sviluppare fair play al proprio interno e collaborazione sportiva. In Italia nei tabellini delle partite si legge sempre la città della sezione del direttore di gara: in Germania, soprattutto nei campionati minori, le sezioni sono quelle delle squadre. Provenire da una sezione sportiva di una squadra favorisce un rapporto più diretto con lo sport e limita i problemi tradizionali che anche in Italia abbiamo con i fischietti. In Germania da qualche anno è obbligatorio per ogni associazione avere la sezione arbitrale al proprio interno.

Come inizia l’assemblea?

Solitamente si parte con il controllo del bilancio e con gli emendamenti vari, poi si presenta lo stato generale. Poi vengono messe ai voti – in foto potete trovare un esempio dei cartoncini che vengono usati a St Pauli per votare – le cariche elettive che scadono quell’anno. Presidenza e CdA da noi si rinnovano ogni 5 anni mentre la commissione elettorale ogni 6.

Come funziona la presidenza?

Si parte dal CdA che viene eletto un anno prima della presidenza: questo organo ha il compito di esaminare i curricula di tutti i candidati e ne seleziona una lista ristretta che verrà poi ammessa al voto. Durante l’assemblea il Cda presenta uno ad uno i candidati e spiega perché li ha scelti, in genere si tratta di 10-12 persone. Poi si vota e vengono elette le prime 5.

Perché cinque?

Si tratta di 5 persone ( come da statuto ) paritetiche ma più votata diventa semplicemente il rappresentante della presidenze e il secondo più votato fa da vice. Poi all’interno della presidenza si dividono le competenze: bilancio, amatori, legale, etc.… La presidenza poi in generale collabora con il CdA. Ah, nelle loro funzioni di rappresentanza i presidenti percepiscono solo un rimborso spese: non è un lavoro.

E chi lavora invece?

La presidenza ha il compito di proporre al CdA l’allenatore della squadra di calcio, il direttore sportivo e tutti i ruoli, compreso il settore medico, relativo alla struttura calcistica professionistica. Loro sono ovviamente dipendenti stipendiati. Per tutte le altre persone, qualsiasi dipendente compresi quelli che lavorano alle biglietterie, c’è l’ufficio personale ma resta la procedura di proposta formale della presidenza al Cda.

In tutto quanti dipendenti ha il St Pauli?

Si tratta di circa 300 dipendenti – un numero impressionante che illustra anche come l’associazionismo abbia ricadute positive sul territorio – per un fatturato annuo di circa 60 milioni di euro. Si tratta di un’organizzazione collaterale che crea lavoro, unisce capitale e proletariato (soci). Quando hai la base, il controllo e il rispetto reciproco delle cariche, allora l’associazionismo va al suo massimo.

E le donne?

Le donne naturalmente hanno un ruolo di primo piano in tutto questo. Per fare un esempio su 7 componenti la commissione elettorale ben 4 sono donne. Nel CdA c’è invece una sola donna ma è stata la più votata tra tutti i candidati.

Ma tutto questo come influenza le scelte del club?

Questo complesso processo garantisce l’adesione a linee guida ben precise. Ad esempio, qualche anno fa l’assemblea decise che il nome dello stadio non può essere venduto, si chiamerà sempre e solo Millerntor: niente Allianz Arena, niente Signal Iduna Park, niente Orogel Stadium. Dopo aver visto St Pauli anche altre associazioni hanno copiato la decisione: una su tutte quella dei rivali cittadini dell’Amburgo che ha ripristinato il nome storico del Volksparkstadion.  Altra decisione dei tifosi: il momento della partita è sacro, per cui è vietato ogni spot da 15 minuti prima del fischio d’inizio fino a 15 minuti dopo la conclusione. Questo è lo spirito del calcio e dello sport popolare che vuole restare veramente popolare: a Millerntor non vedrete nei maxischermi nessuno spot o non sentirete nessun messaggio come in altri stadi del tipo: “Il calcio d’angolo è offerto dalla birra xxx”. Ripetiamo, lo sport resta popolare.

Insomma, realtà ancora anni luce aventi rispetto all’Italia…

Beh, su questo si potrebbe dissentire. Sì, in Germania l’associazionismo è consolidato da tantissimo tempo ma qualcosa si sta muovendo anche in Italia, dove sono al momento circa 60 le associazioni, o realtà cooperative, che operano nel territorio.

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