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Le pagelle di Vicenza-Cesena | Passo indietro

di Bruno Rosati
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Agliardi 6,5 La respinta sulla quale si avventa Vandeputte per l’1 a 1 è tutt’altro che perfetta ma la botta di Zonta era davvero ravvicinata. Beffato dal dischetto, evita un passivo peggiore immolandosi sul solito Vandeputte.

Ciofi 6 Sicuro nell’arginare Giacomelli e Guerra, non certo gli ultimi due arrivati. Nel finale si adegua all’inerzia negativa della partita e va in affanno come il resto della squadra.

Brignani 5,5 Come sempre, tanti anticipi ed altrettanti recuperi. La giocata successiva del pallone però è sin troppo approssimativa, finisce più volte per riconsegnare la sfera al Vicenza. Complice di Valencia nell’errore che porta all’1 a 1.

Sabato 5,5 Si destreggia bene alle prese con Marotta, in difficoltà su tutto il resto. È una topica madornale quella con cui spalanca lo specchio della porta a Vandeputte per il possibile gol del 3 a 1, per fortuna c’è Agliardi…

Franchini 6 Molto propositivo nella prima frazione. Si costruisce la palla del possibile 0 a 2 ma calcia debolmente di mancino e Grandi blocca senza problemi. Piuttosto spento nella ripresa. (Dal 70' Zerbin 5,5 Rispolverato dalla naftalina, non approfitta dei venti minuti più recupero che gli vengono concessi per mettersi in mostra. Nessun errore particolare ma neppure un’azione degna di nota.)

Franco 4,5 Si guadagna qualche buon fallo nel corso del primo tempo e nulla più. Completamente avulso dal gioco, non fa altro che passare il pallone al compagno più vicino. Da un suo disimpegno errato, il Vicenza si conquista il rigore del raddoppio. Necessita di ritrovarsi quanto prima perché in estate aveva fatto intravedere di essere d’un’altra pasta.

Valencia 5,5 Duelli vinti a iosa grazie allo strapotere fisico di cui dispone. Netto passo indietro rispetto a quanto messo in mostra con l’Imolese in fase di impostazione. Non segue Vandeputte e il belga pareggia. (Dal 70' Rosaia 5,5 Tanta generosità ma la squadra ormai è spaccata e non riesce a smistare il pallone per gli attaccanti.)

Giraudo 5,5 Predisposto al sacrificio; gioca una partita difensivamente attenta, senza commettere sbavature. Inguardabile quando si affaccia nella metà campo altrui. (Dall’88' Valeri S.V. Solo a ridosso del novantesimo ci si accorge che per tutto il secondo tempo Giraudo non ha messo in mezzo neanche un cross con il sinistro… Troppo tardi.)

Borello 6 Svaria sul fronte offensivo e non si fa remore nell’affrontare a viso aperto una squadra che fa della fisicità la propria arma migliore. L’unico a prendersi la responsabilità di andare incontro al pallone per fari trovare in appoggio. (Dal 75' Butic S.V. Letteralmente non giudicabile. Capisce che di palloni non ne arriveranno, quindi ripiega più volte nella trequarti e a centrocampo ma è uno sforzo vano.)

Sarao 6 Glaciale dal dischetto, malgrado il boato assordante di proteste prodotto dall’intera curva vicentina che gli si svetta di fronte. Trova lo stesso angolino infilato anche contro la Triestina. Nei primi quarantacinque minuti si erge a punto di riferimento avanzato e fa buon gioco di sponda per i compagni. Corpo estraneo nella ripresa.

Zecca 6 Di astuzia è bravo a proteggere il pallone e farsi travolgere dal difensore biancorosso, ottenendo così un rigore molto molto fiscale ma comunque plausibile. Qualche buono spunto in velocità sulla fascia, peccato venga poco seguito da chi dovrebbe sovrapporsi.

Modesto 5,5 Siamo alle solite: primo tempo preparato benissimo, lettura in corso della gara parecchio da rivedere. Dal quarantaseiesimo i bianconeri non riescono più a giocare e i soliti cambi sbagliati indirizzano la posta in palio verso i padroni di casa.

Cesena FC 5,5 Quattro partite perse su otto giocate iniziano ad essere tantine. Il Cesena gioca bene solo sulle corsie esterne mentre per vie centrali si sente (e non poco) l’assenza di un regista che riesca ad interpretare il ruolo. Sul finale di gara, il tridente avanzato è composto da Zecca, Sarao e Butic: tre colossi per i quali non arriva nemmeno un traversone e la squadra si trova spaccata in due. Di qui in avanti non ci sarà più l’alibi dell’avere dinnanzi squadre più forti…

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