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Boccone indigesto per tutte le romagnole: il Fano manda il Ravenna in serie D

di Redazione TUTTOCesena
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Si sono da poco conclusi i play-out del girone B della Serie C 2019-2020. Se da un lato l’Imolese ha avuto la meglio sull’Arzignano Valchiampo nel doppio confronto, dall’altro il Ravenna ha dovuto cedere il passo al Fano e quindi retrocede nel dilettantismo.

Una bestia nera per tutta la Romagna. Tale è stato il Fano per tutto l’arco della stagione che si appresta alla conclusione. Dei 21 punti totalizzati in classifica durante la regular season, l’Alma Juventus ne ha conquistati ben 12 a discapito di Cesena, Imolese, Rimini e Ravenna (su 6 partite disputate). Se i marchigiani avessero fatto altrettanto con tutte le altre compagini del girone centro-nord-orientale, avrebbero viaggiato ad una media punti da promozione diretta in serie B.

Il tutto è cominciato proprio al Mancini, lo scorso 8 settembre proprio contro i bizantini. L’1 a 1 finale vale per entrambe le formazioni il primo punto conquistato in campionato. Dopodiché è toccato all’Imolese che è dovuta capitolare al Galli per 1 a 0 (6 ottobre). Un altro punto interno i granata lo hanno ottenuto una settimana più tardi contro il Rimini, 0 a 0 in quello che è un vero e proprio derby. Gli scontri del girone d’andata si concludono quasi due mesi più tardi (7 dicembre) con l’ormai sin troppo celebre 4 a 0 rifilato alla banda di Modesto. Una partita sciagurata che è entrata a pieno titolo nelle partite più brutte di sempre disputate dai bianconeri al Manuzzi.
Il girone di ritorno si apre con un nuovo 1 a 1 contro il Ravenna (questa volta al Benelli, il 19 gennaio). Si arriva quindi al 22 febbraio: nella ventisettesima giornata di campionato - nonché ultima prima dell’interruzione causata dalla pandemia - regolano l’Imolese di Atzori con un secco 2 a 0 che non lascia spazio ad interpretazioni. Una vittoria fondamentale che consente al Fano di agganciare il Rimini in classifica, ‘superandolo’ per il numero di partite vinte. Il Rimini è quindi il primo club a patire le nefaste conseguenze di questo Fano-killer.

A distanza di quattro mesi dall’ultima gara disputata, si giunge ai play-out che vedono il Fano nuovamente contrapposto ad una romagnola: il Ravenna. L’impegno sulla carta sembra agevole per i giallorossi che godono di un doppio vantaggio: la miglior posizione in classifica (che garantisce la salvezza in caso di parità nei 180 minuti) e la possibilità di poter disputare il ritorno in casa.
Manco a dirlo, l’andata termina con un 2 a 0 favorevole ai ragazzi di Marco Alessandrini. Il passo falso costa caro a Luciano Foschi, tecnico dei bizantini, che viene sollevato dall’incarico. Ora l’impresa si fa ardua. Per giunta, occorre ricordare che, giocando a porte chiuse, il Ravenna non può neppure contare sull’apporto del proprio pubblico: avrebbe potuto tramutarsi in fattore decisivo, incendiando il clima e conducendo i propri beniamini alla rimonta. Niente da fare. A causa di un cattivo posizionamento difensivo, il Fano passa al minuto 36 e il punteggio non cambia più. Marchigiani salvi e romagnoli incredibilmente in Serie D.

Che dire? Sicuramente i mattatori Barbuti (a segno contro tutti gli avversari citati, eccezion fatta per il Rimini), Carpani (miglior giocatore di questo play-out e oggi match winner) e Parlati (castigatore dell’Imolese e autore del primo gol nella gara d’andata degli spareggi) verranno a trascorrere le vacanze in riviera.
Però, non ce ne voglia il Fano, speriamo vivamente che nella prossima stagione non continui questa maledizione.

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