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Di Gennaro non ha dubbi: “L’esordio a Fano? Come giocare all’Olimpico”

di Giacomo Giunchi
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Un Moreno Zebi sorridente apre la conferenza stampa di presentazione degli ultimi due acquisti del mercato invernale, il centrocampista Davide Di Gennaro e la punta Lorenzo Sorrentino. “Sono contento di essere qui, ma prima di tutto concedetemi di fare un ringraziamento speciale al club; la presenza di questi due nuovi giocatori è il frutto di un ennesimo sforzo da parte della società, che vuole dare a questa squadra una rosa profonda, rosa che comunque già era competitiva”.
Il direttore sportivo poi descrive le caratteristiche dei due: “Di Gennaro e Sorrentino sono molto calzanti per il contesto del nostro progetto tecnico. Davide è un giocatore il cui passato parla da sé. Noi abbiamo sfruttato un suo fortissimo desiderio di rimettersi in gioco dopo una parentesi non da protagonista in campo. Lui fin da subito ha mostrato un grande desiderio, voglia di approdare in questa squadra e di unirsi al nostro percorso. Lorenzo invece è un attaccante con un buon profilo di esperienza; oltre a saper fare reparto da solo e ad avere un’eccelsa disposizione al lavoro di squadra, ha ottime doti di finalizzazione ed è un giocatore capace di dare un peso al reparto offensivo. Nell’ultimo giorno di mercato abbiamo anticipato un paio di società che lo avrebbero preso volentieri, sono contento che lui abbia messo al primo posto il nostro club.
Dal 28 febbraio fino alla fine del campionato ci aspettano tantissime partite ed è necessaria completezza in tutti i reparti; sono molto felice di vedere questi due giocatori con noi, sono convinto che daranno un grosso contributo a questo progetto”
.

Successivamente passa subito la parola a Davide Di Gennaro, che espone subito le motivazioni del suo arrivo a Cesena. “Sarei potuto rimanere alla Lazio fino alla fine del mio contratto, prendendo soldi senza giocare. La voglia di scendere in campo però era troppa, necessitavo di rimettermi in discussione. Come ha detto il direttore, è un’opportunità che volevamo entrambi, per motivazioni differenti. Vengo da tre anni difficili sotto il profilo mentale: Il desiderio di venire qua è data dal voler ritornare a divertirmi sul campo, al di là della categoria che comunque non ritengo adatta alla piazza di Cesena. Ho fatto una chiacchierata molto diretta con il mister, c’è stata la volontà di unirci. Viali è una figura fondamentale, ha un’idea di calcio molto interessante, che ho visto in pochi allenatori durante la mia carriera. Questo ha fatto sì che l’impatto iniziale fosse subito positivo; io sono contentissimo di essere venuto qui, inoltre ho tanti amici che hanno giocato nel Cesena, come Parolo o Perticone, e tutti me ne hanno parlato benissimo”.
Poi, il regista ex-Milan, torna anche sull’ultimo periodo di inattività, fuori squadra nella Lazio: “In questi sei mesi di assenza dal rettangolo di gioco, mi sono allenato come se dovessi scendere in campo ogni domenica; se stai fermo per così tanto tempo è l’aspetto mentale che devi cercare di tener vivo, più che quello fisico, quello in due o tre settimane si recupera, infatti sono arrivato qui a Cesena con un’ottima preparazione fisica. Il minutaggio che ho nelle gambe? È difficile darmene uno, anche perché l’ultima partita prima di Fano risale a giugno, è passato parecchio tempo. Ora devo prendere condizione giocando, ma non mi preoccupo perché abbiamo uno staff altamente qualificato”.
In seguito Davide spende due parole per il suo debutto in bianconero. “La partita disputata a Fano? Per me è come aver giocato all’Olimpico, a livello di concentrazione mentale. Più che pensare a cosa avessi intorno ho pensato a tutte le cose negative avvenute in questi mesi, le ho trasformate in energia positiva. A Fano è stato importante vincere, soprattutto dopo due settimane abbastanza negative a causa del covid per il gruppo”.
Poi una piccola parentesi sul suo ruolo in campo: “Un mister che mi ha segnato dal punto di vista del ruolo è stato Marino che mi ha arretrato dalla trequarti alla mediana ai tempi del Vicenza; giocando da regista mi sono subito sentito un giocatore molto più completo, che poteva stare anche ad alti livelli in Serie A”.
Infine, un piccolo excursus sulla questione degli stadi chiusi. “Senza pubblico è un altro sport, senza emozione, che si riduce unicamente all’aspetto tecnico-tattico, senza il trasporto positivo e negativo che possono darti i tifosi. Cesena è una piazza molto calorosa e numerosa; una squadra come la nostra che sta facendo così bene, trarrebbe molto vantaggio dall’avere un pubblico dietro che ti spinge, però purtroppo il calcio in questo periodo è così”.

La parola poi passa al bomber romano Lorenzo Sorrentino, che torna subito sulla squadra appena lasciata in questo mercato invernale. “La mia idea era quella di lasciare Renate, perché sono un giocatore che cerca stimoli e in quell’ambiente per me non ce n’erano più. Ringrazio la società per questa opportunità che mi è stata data; stare in una piazza simile non è una cosa che capita tutti gli anni. Avevo altre società di Lega Pro che mi cercavano, ma negli ultimi giorni è arrivato il Cesena e al bianconero non si può certo dire di no. Voglio fare il meglio possibile in questo club, sono molto motivato, anche se sono qui in prestito. Il mio obiettivo è quello di rimanere qui, questa è una squadra che può raggiungere traguardi importanti, siamo un gruppo completo”.
Sorrentino prosegue parlando dei ‘volti noti’ che ha ritrovato nello spogliatoio del Cesena: “Bortolussi e Favale, che avevo già come compagni a Lucca, hanno aiutato ad ambientarmi. Mattia mi aveva detto che il gruppo è molto unito, non ho fatto fatica ad inserirmi. Poter rigiocare con lui è stato uno dei motivi principali per cui sono venuto qua, con lui ho molta empatia e mi sono sempre trovato a mio agio, nella sconfitta e nel successo. Ero emozionato dall’idea di poter giocare insieme là davanti, come è successo a Fano; spero che ce ne sia ancora la possibilità, anche se ovviamente questa decisione spetta al mister”.
Infine, la neo-punta bianconera spiega quali siano le sue qualità sul terreno di gioco e quali siano le differenze tra il precedente girone di serie C in cui militava. “Per caratteristiche sono un giocatore molto fisico, che si mette subito a disposizione della squadra, cercando di integrarsi velocemente; il tempo è stato poco, ma ho cercato fin da subito di capire bene tutte le istruzioni del mister. Questo è uno degli attacchi più completi in cui abbia mai giocato; mi successe anche a San Benedetto, dove ai tempi giocavo in coppia con Leonardo Mancuso, che quell’anno fece 24 gol. Sicuramente, in questo girone, rispetto al girone A, ci sono piazze molto blasonate e squadre più complete, più forti. È però vero che ho giocato solamente due partite, quindi preferisco esprimere un giudizio solamente a fine campionato, una volta toccato con mano il livello di tutte le compagini”.

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