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Hanno ucciso il Cesena?

di Flavio Bertozzi
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Gli irriducibili e i seguaci ad oltranza ci sono sempre, ci mancherebbe altro. Quelli che – Eleven Sports permettendo – non si perdono nemmeno un secondo di Cesena-Fermana. Quelli che, ogni mattina, tra un cappuccino e un cornetto alla crema, vanno a caccia di notizie ‘targate’ Cavalluccio sul Carlino e sul Corriere. Quelli che, ad ogni ora del giorno e della notte, cercano news in salsa bianconera su TuttoCesena. Quelli che – mogli, figli e suocere permettendo – ogni lunedì sera restano incollati davanti alla tv per cuccarsi quel patacca di Bertozzi a TifoCesena! O il bellissimo Montanari a Pianeta Bianconero.
PARADISO – Epperò – lo vedo, lo sento, lo percepisco – il caro ‘vecchio’ Cesena sta perdendo appeal. Ogni giorno che passa. Sempre di più. Una volta c’era un tale – forse un poeta francese del primo novecento, forse il grande Andrea Camilleri, forse Paolo Conte, forse ‘solo’ Tommaso Paradiso – che affermava convinto che il disinnamoramento è come un profumo che a poco a poco perde la sua fragranza. Ecco, per l'appunto: tanti tifosi (anche storici) hanno cancellato il Cavalluccio dalle loro priorità. Più o meno recentemente. Più o meno inconsapevolmente.
MEDIOCRITÀ – Ma perché il Cesena attrae meno che in passato? Beh, sicuramente i (tristissimi) risultati incamerati nell’ultimo anno (abbondante) dai bianconeri non aiutano: da quando sono tornati nel mondo prof, Ciofi e soci, a parte qualche illusorio guizzo durato come un coriandolo il giorno di Carnevale, hanno sempre fatto rima con mediocrità. O… peggio. E poi c’è il discorso Covid-19, ovviamente. Sono in molti a pensare, non solo in riva al Savio, che quello che sta andando attualmente in scena, non sia ‘vero’ calcio. Il calcio è felicità, è passione, è colore, è casino, è gioia di vivere. E non stadi vuoti, silenzi assordanti, giocatori tamponati, palloni sanificati e campionati falsati dai protocolli sanitari.
MARZULLO – La vita (calcistica, ma non solo) è fatta di alti e bassi. Di – come cantava Lucio Battisti – discese ardite e di risalite. Ecco, il Cesena, a livello di popolarità, al momento è messo maluccio. Non siamo ai livelli della grigissima stagione di C 2001-02 (appena 1036 tessere staccate e gente come Zhabov o Campofranco sul terreno di gioco), questo no. Ma quasi. Ed allora la domanda – alla Gigi Marzullo – sorge spontanea: fra 9 mesi, all’alba della stagione (probabilmente) di terza serie 2021-22, con l’incubo Virus ormai – si spera – alle spalle e con gli stadi di nuovo aperti al pubblico, con quanti abbonati (veri, non farlocchi) si presenterà il Cesena? 2.000? 3.000? 3.500? No perché, diciamolo chiaramente, qui ci vorranno anni e anni per poterci solo avvicinare ai numeri del 2019-20 (8.715 abbonati).
GLADIATORI - La mediocrità, il Covid-19, qualche scelta impopolare fatta dal club (una su tutte: l’aver costretto al ritiro la bandiera De Feudis), l’assenza di obiettivi concreti a medio-lungo termine e pure – ehm ehm – i disastri commessi da Modesto hanno ucciso il Cesena? Certo che no. Perché ce ne vuole per ammazzare il Cavalluccio. Di sicuro però, per ridare linfa vitale all’imbolsito popolo bianconero, in futuro servirà una robusta scossa. Un elettroshock. Aspettando una nuova promozione (promozione che al momento fa rima con fantascienza) basterebbe l’arrivo nella stanza dei bottoni di un volto nuovo col portafoglio gonfio. Lo sbarco su questi lidi di un allenatore rampante capace di far divertire davvero la gente. Oppure, più ‘semplicemente’, il ritorno in panca di un vecchio gladiatore. Un gladiatore con il cognome che comincia con la ‘Bi’. O con la ‘Ca’.
 

PS IMPORTANTE: se siete arrivati alla fine di questo lunghissimo articolo (cavoli vostri…) vuol dire che volete (ancora) bene al Cesena. Vuol dire che fate parte di quegli irriducibili che ho citato nell’intro di questo pezzo. Dunque non scaldatevi più di tanto, non dite (anche questa volta) che ho detto solo boiate pazzesche. Il problema non sono io. Il problema, ovviamente, non siete nemmeno voi. Il problema sono… coloro che questo pezzo l’hanno letto solo a metà. Coloro che non l’hanno nemmeno letto. Coloro che invece, sino a qualche mese fa, non si perdevano nemmeno una news ‘griffata’ Cesena. Ecco, signore e signori: sono proprio quei tifosi ‘latitanti’ in bianco e nero che dovranno essere recuperati. Uno per uno. Prima che sia troppo tardi. Meditate gente. Meditate.

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