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La grande carica di mister Viali: “C’è voglia di rompere il ghiaccio”

di Bruno Rosati
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È un William Viali assolutamente fiducioso quello che si presenta in sala stampa alla vigilia di Cesena-Padova. Il mister non vede l’ora di sedersi per la prima volta sulla panchina del Manuzzi: “C’è tanta voglia di rompere il ghiaccio. Questa è una piazza calda, al di là delle categorie”. Sinora sono proprio i risultati interni ad essere mancati al Cesena: “Sta a noi essere la benzina che accende il fuoco. Se infiammiamo i tifosi, questo stadio diviene incandescente”.

L’avversario di domani non è certo uno sparring partner o quello che si può definire ‘un facile inizio’. “Il Padova ha una rosa ampissima, ricca di giocatori con grande fisicità, addirittura superiore a quella del Vicenza capolista. Inoltre dispongono di elementi di qualità, da categoria superiore. Inoltre il loro allenatore (il ravennate Mandorlini, ndr) è un fuoriclasse che non ha bisogno di presentazioni”. Come si può mettere in difficoltà una simile compagine? “Attraverso l’intensità. Noi abbiamo tutte le doti per essere frizzantini ed imprevedibili. Se riusciremo ad esserlo, se manterremo alti i ritmi, affievoliremo il gap che ci separa da loro”.

Il tecnico bianconero fa un passo indietro e torna ad analizzare quello che è stato il buon debutto a Piacenza. “Sono soddisfatto in relazione ai cinque allenamenti effettuati prima della gara. Al contempo c’è del rammarico per non aver portato a casa il risultato pieno. Abbiamo l’onere di dover fare punti e bisogna provare a migliorare. Quando si cambia completamente metodologia di lavoro, c’è tanto da fare sotto tutti i punti di vista. La squadra l’ho trovata ben allenata, dobbiamo affinare gli automatismi in campo”.
Ci saranno dei cambi rispetto a domenica scorsa? “Al di fuori di Ciofi, ho tutta la rosa a disposizione. Ad oggi non penso di cambiare tantissimo, sicuramente non in difesa, ma è necessario tenere tutti i giocatori sulla corda. Sarebbe sbagliato avere già delle gerarchie ben definite dopo una sola partita. Ho molte idee potenzialmente applicabili ma il tempo stringe e la classifica è molto corta, in special modo verso il basso. Se questo modulo (il 4-3-3, ndr) che abbiamo adottato si rivelerà efficace, lo porteremo avanti”.

C’è però anche qualche aspetto negativo da trarre dalla scorsa partita: dopo il rigore messo a segno da Polidori, i bianconeri si sono spenti per tutto il prosieguo del primo tempo. Come si possono arginare o limare questi cali di fiducia e autostima all’interno dei novanta minuti? “È sicuramente lo step più complicato. Abbiamo visionato le immagine affinché i ragazzi prendessero coscienza della differenza tra come la stessa squadra possa esprimersi quando è in fiducia e quando invece è demoralizzata. È questo l’errore da curare più in fretta. Dobbiamo comprendere che le difficoltà all’interno di una gara sono parte della gara stessa. Non si può pensare di comandare il gioco per novanta minuti. La convivenza con la difficoltà è la più grande qualità delle grandi squadre”.

In chiusura un commento su Zecca, fresco ex bianconero passato proprio ai biancoscudati nelle ultime ore del mercato di gennaio: “È un ragazzo che conosco molto bene, avendolo allenato proprio a Piacenza. In attacco volevo avere sei possibili soluzioni e Giacomo possiede caratteristiche differenti da quelle di cui dispongono gli altri, quindi per me sarebbe potuto rimanere. Però la prima cosa che ho fatto presente alla squadra al mio arrivo è quella di non voler dubbiosi. Chi gioca nel Cesena dev’essere convinto di voler giocare nel Cesena. Se qualcuno aveva delle remore su questo aspetto, è giusto che sia andato a giocare altrove”.

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