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Viali: “A Fermo con lo stesso atteggiamento esibito a Padova. Questa maglia è troppo importante”

di Giacomo Giunchi
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Non c’è tempo per riflettere sull’ultima partita contro il Padova, si torna subito in campo contro la Fermana. Però, come di consueto, il tecnico Viali nella conferenza tenutasi stamane torna prima brevemente sullo 0 a 0 di appena due giorni fa. “La vittoria a Padova sarebbe stata qualcosa di eccezionale, ma il modo in cui abbiamo raggiunto questo pareggio ci dà grande autostima per questo periodo intenso che avremo, in cui il nostro unico imperativo sarà quello di giocarcele tutte con lo stesso atteggiamento e con lo stesso coraggio, al di là del nome dell’avversario. È l’unica responsabilità che ci siamo presi fin dal primo giorno verso la nostra gente i nostri tifosi, non dobbiamo mai dimenticarci che scendiamo in campo con una maglia importantissima”.
L’allenatore bianconero torna poi anche sui primi dieci minuti di sbandamento avuti a Padova, in cui il Cesena ha rischiato più volte di passare in svantaggio: “Sicuramente senza la grande parata di Nardi dei primi minuti avremmo visto qualcosa di diverso, gli episodi cambiano gli equilibri delle gare. È giusto studiare quei primi dieci minuti, anche se comunque non c’è molto da analizzare dal punto di vista tattico. La colpa va data ad un nostro approccio timoroso, con qualche raddoppio sbagliato e troppe disattenzioni. Per il resto, la linea difensiva ha difeso a metà campo contro singoli fortissimi, vincendo tanti duelli e subendo poco. Le due situazioni create da loro nel secondo tempo sono contropiedi nati da palle perse in maniera assurda. Chiricò è un grande giocatore qualitativo e lo sapevamo, tanto che Mandorlini lo reputa il loro Cristiano Ronaldo. Lui crea scompiglio e superiorità numerica, che elimina qualsiasi tipo di tattica; la squadra ha comunque lavorato bene e l’ha limitato ai minimi termini”.

Poi subito uno sguardo all’imminente trasferta di Fermo. “Sarà una partita diversa, con altro genere di difficoltà. I marchigiani sono una squadra ostica, che ha intensità. Lottano su tutti i novanta minuti, non ‘escono’ dalla gara; anzi ti stanno addosso provando a toglierti ritmi di gioco. Ultimamente sembrano imbattibili. Ovvio, noi abbiamo tutt’altra classifica, ma ciò non significa che sarà una partita scontata. La partita dell’andata fu complicata, anche per l’atmosfera particolare che accerchiava quel match. Avevamo appena patito la ‘prima ondata’ di epidemia e la sconfitta contro il Padova era ancora ben presente nella testa di tutti. I tre punti purtroppo non arrivarono per un grandissimo gol di Neglia, ma noi comunque nel secondo tempo facemmo una grandissima prestazione. Domani sarà una partita diversa sia per noi che per loro, nel frattempo hanno cambiato allenatore ed atteggiamento”.
La sfida dello scorso girone aveva visto i bianconeri schierarsi con un modulo a due punte, supportate dal trequartista. L’esperimento è poi stato accantonato. Ci sarà occasione di rivedere questa disposizione da qui alla fine del campionato? “A mio parere il modulo è abbastanza relativo, siamo una squadra abbastanza elastica. Nel percorso iniziale c’erano tanti progetti, nella mia testa c’era una coppia di centravanti. Poi il lungo infortunio di Caturano mi ha portato ad esaltare le caratteristiche degli altri giocatori, dato che non avevo molti attaccanti centrali. Per me è relativo spostare un giocatore più aperto di dieci metri, oppure portare più densità centrale come successo a Padova con l’inserimento di Sorrentino; ma ciò non cambia il nostro modo di essere, è solo un modo per avere più presenza in una zona del campo in uno specifico momento della gara”.

Viali analizza pure la moltitudine di partite che aspettano la squadra bianconera. “Bisogna avere partecipazione da parte di tutti, perché sotto la tenuta mentale è un periodo complicato. Diventerà l’aspetto da gestire in maniera più particolare, magari cambiando le routine, perché poi si entra in un loop che rischia di appiattirti. Sotto l’aspetto fisico invece stiamo dimostrando di stare bene, sono convinto della possibilità di poter scegliere tra tanti giocatori e non solo tra dodici o tredici titolari. Ciò mi lascia abbastanza tranquillo. Per il resto non facciamo tanti conti e non ci facciamo condizionare”.

Infine, un punto della situazione sullo stato di salute della squadra. “La situazione infortunati è similare alla partita contro il Padova; i lungodegenti stanno aumentando i carichi e si stanno avvicinando alla possibilità di rientrare con il gruppo. Munari, Capanni e Tonetto sono ancora indisponibili. La scelta di Caturano in panchina nel match di domenica è stata presa per fargli respirare l’atmosfera di gara. Volevamo inoltre che lui spingesse la squadra con la sua personalità. Se domani può giocare una piccola frazione di gara? Può anche darsi. È guarito e sta bene, ma è chiaro che la sua condizione non è ottimale. Domani invece Di Gennaro lo vedo in campo, perché ha una grande continuità ed è più avanti di quello che tutti pensassimo nel suo percorso di crescita. Poter scegliere se far giocare un’ora lui e mezz’ora un altro, come può essere Petermann, per me è una grande fortuna. L’obiettivo dell’allenatore è quello di cercare di migliorare sempre i propri singoli, perché così facendo il livello tattico della squadra aumenta. Sicuramente domani, rispetto all’ultima partita qualcosa cambierò, ma onestamente faccio fatica ad essere più chiaro, perché ci alleniamo oggi pomeriggio e solo dopo farò le mie scelte”.

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