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L’importanza di Brunetti

di Andrea Pracucci
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Prima dell’incontro di MMA disputato a metà novembre sul ring fangoso di Gubbio, Alessandro Brunetti era stato scarsamente coinvolto nelle rotazioni del Cesena di Modesto. Brunetti d’altronde è un difensore mancino, e nella difesa a tre dell’allenatore calabrese la posizione che più gli spetta è sicuramente quella del centrale di sinistra; peccato che in quel ruolo la società abbia deciso di puntare su Roberto Sabato, un profilo di rilievo per la categoria data la sua lunga esperienza ad alto livello in Serie C.

Brunetti sapeva di non avere particolari certezze sul quantitativo di minuti in cui sarebbe stato in campo. In un’intervista di settembre metteva in mostra questa consapevolezza, aggiungendo però un particolare interessante: “So benissimo di non essere la prima scelta. Ogni volta che ho cambiato categoria, però, all’inizio ho giocato pochi minuti. Quando ho avuto possibilità di mostrare il mio valore, poi, ho guadagnato la fiducia del tecnico”. In queste parole c’è una profezia autoavverante, un’idea talmente forte nella sua testa da trasformarsi in realtà. Nel match contro gli umbri, a seguito dei tanti infortuni, tocca a Brunetti dal primo minuto. Da quel momento, Modesto non ne ha più fatto a meno.

Non si possono esprimere giudizi troppo netti sul percorso di un giocatore dopo averlo visto per un campione piuttosto limitato di partite - Brunetti in fondo è stato schierato per soli 179 minuti in campionato, da sommare ai 173 in Coppa Italia Serie C -, ma la brillantezza e la leadership mostrate nelle prestazioni delle ultime settimane non possono passare sottotraccia.

Brunetti, innanzitutto, ha assunto la guida della linea arretrata per quanto riguarda il pressing (come si evince da questa immagine). È lui a controllare che il baricentro della squadra rimanga alto, salendo puntualmente quando gli avversari giocano con rapidità il pallone in verticale; il suo ottimo tempismo gli consente di anticipare frequentemente il riferimento offensivo di sua competenza, impedendo a quest’ultimo di stoppare comodamente la palla e di potersi girare fronte alla porta bianconera. Brunetti è aiutato a svolgere questa funzione dalla sua forza fisica - che gli permette di resistere anche ai contatti più vigorosi con gli avversari - e da una buona dose di coraggio. La sua centralità nel sistema difensivo del Cesena è supportata anche dall’attento lavoro in copertura di Maddaloni, con cui si è creata da subito un’ottima chimica.

Brunetti è un giocatore carismatico e intelligente, bravo a leggere le situazioni interne ad una partita. Negli ultimi concitati istanti della partita di domenica gli è capitato di ricevere il pallone a scarsa distanza dall’area di rigore del Cesena, con due avversari nel giro di pochi metri. Lui ha mantenuto la calma, si è diretto verso la linea laterale e ha atteso l’ingenuità dell’attaccante, subendo fallo e elidendo minuti ed energia alle sfuriate della Feralpisalò.

Anche in fase di possesso le sue qualità non sono per niente scontate. Brunetti ha un sinistro forte e preciso, è a suo agio a passare il pallone con pochi tocchi e molto spesso orienta i passaggi in avanti, come piace a Modesto.

A 27 anni il difensore cesenate sta vivendo la prima grande esperienza nel calcio professionistico. Partiva indietro nelle gerarchie, ma è solo dicembre e lui si trova già ad essere un punto di riferimento importante per la linea difensiva bianconera. La patata bollente è nelle mani di Modesto, che dovrà capire come gestire il suo potenziale nel modo migliore - soprattutto in vista del rientro dall’infortunio di Sabato.

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