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Negazionisti del virus? No, del Matelica!

di Bruno Rosati
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© foto di Luigi Rega

Nel mare magnum di parole e sigle di cui siamo inondati dallo scorso febbraio (‘virus’, ‘tamponi’, ‘indice RT’, ‘lockdown’), ce n’è una partita in sordina che però con il passare del tempo è arrivata ad assumere una dimensione non più trascurabile: ‘negazionisti’.
In ambito scientifico, si definisce negazionista chi si ostina a rifiutare l’accettazione di una tesi su cui la ricerca ha raggiunto un consenso, nonostante possano venir forniti dati e spiegazioni che la confutano.
Senza scomodare temi importanti della stretta attualità, possiamo dire che Cesena ancora una volta ha dimostrato di essere avanti rispetto al resto d’Italia. Qui i negazionisti si vedono da ben prima dello scorso febbraio. Occorre risalire sino alla fine di maggio 2019.

Erano passati appena pochi giorni da quando Angelini e i suoi ragazzi erano riusciti a riportare il Cesena nel mondo dei professionisti (non senza fatiche) ed ecco comparire gente pronta a sostenere che “ce l’avrebbe fatta chiunque”. “In fin dei conti il Matelica non voleva mica veramente salire in Serie C…”
Una teoria pittoresca che trae origine dal finale del campionato precedente. Nel 2018 il Matelica all’ultima giornata perse in casa dell’Avezzano facendosi soffiare l’approdo alla terza serie dalla Vis Pesaro, vittoriosa sul campo de Castelfidardo. Un anno dopo il copione fu quasi lo stesso anche se meno clamoroso: ai maceratesi non riuscì il sorpasso sul Cesena a cui bastava un solo punto per accaparrarsi il primo posto. Ed infatti ciò avvenne. Real Giulianova-Cesena terminò sull’1 a 1 e scatenò la furia dell’allora allenatore biancorosso Tiozzo che sentenziò con un lapidario “Biscotto fatto!” (dimenticandosi però che la sua squadra non aveva vinto e quindi qualsiasi risultato sarebbe andato bene ai bianconeri).
Di lì in poi sono iniziate a sbucare le malelingue: vuoi vedere che il Matelica è arrivato secondo entrambe le volte di proposito?

Il dubbio appare sin da subito inverosimile. Se un club volesse intenzionalmente non vincere il campionato, perché mai dovrebbe farlo all’ultima giornata rischiando di dare nell’occhio? Non potrebbe cominciare a ‘perdere terreno’ già nei mesi precedenti, facendo passare la cosa sotto traccia? Eppure, nonostante vengano sollevate queste obiezioni, la credenza si rafforza e si diffonde: il Matelica deve proprio aver ceduto il passo volontariamente.
La cosa svilisce profondamente il lavoro imbastito in pochi mesi sia dalla neonata società, sia da tutto il comparto tecnico e, non ultimi, dei calciatori scesi in campo durante tutta la stagione. Il Cesena FC in estate opta per un rinnovamento radicale della squadra e questa diceria sulla contendente appena sconfitta passa in secondo piano.
La questione Matelica torna in auge il 22 maggio di quest’anno: a seguito dello stop definitivo dei campionati dilettantistici deciso dalla Federcalcio, la Lega Nazionale Dilettanti ratifica la promozione in Serie C per ogni squadra in testa al proprio girone. Nell’ormai famosissimo F primeggia il Matelica che così approda fra i professionisti per la prima volta. I soliti sospettosi tornano alla carica: “non si iscriverà”, “lo stop inatteso gli ha impedito di subire volontariamente l’ennesima rimonta”.

Invece succede che la società biancorossa si iscrive, il campionato corrente comincia e il Matelica non intende affatto a recitare il ruolo della vittima sacrificale. Ultimamente hanno leggermente rallentato il passo dopo un inizio molto sprintoso, arrivano alla ritrovata sfida contro il Cesena a pari punti con entrambe le formazioni che si affacciano in zona play-off.
Però potete scommetterci quel che volete. Nonostante l’evidenza dei fatti non dia spazio ad alcun tipo di dietrologia, ci sarà sempre qualcuno convinto e sicuro nel ribadire che la promozione bianconera del 2018-2019 sarebbe arrivata in ogni caso. Complottisti ad oltranza e negazionisti… del Matelica.

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