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Recchi: “Girone mediocre: Cesena, la pratica C dovevi chiuderla prima…”

di Flavio Bertozzi
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Dice sempre quello che pensa, il vulcanico Antonio Recchi. Oggi come ieri. E (forse) come domani.

Recchi, il Cesena può stare tranquillo con quel +3 sul Matelica? “Assolutamente sì! Sul discorso ‘promozione diretta del Cesena’ ci metto la mano sul fuoco: in questi ultimi 180’ niente e nessuno potrà strappare dalla mano di De Feudis e soci quel prezioso pass per la serie C. Poi ve lo dico chiaro e tondo: nelle ultime settimane la squadra di Angelini ha gettato alle ortiche punti pesanti. Scioccamente. Stupidamente. Dai su, nelle ultime sei gare il Cesena ne ha vinta soltanto una. Anche col San Nicolò Notaresco si è gettato nel water un successo che era già in cassaforte…”.

Cosa ha frenato maggiormente il Cesena negli ultimi due mesi? “Questo lo lascio dire a voi. Di certo, il girone in cui milita il Cesena, secondo me è un girone mediocre. E, con la rosa a disposizione di Angelini, la pratica promozione doveva essere chiusa almeno tre o quattro giornate fa. Il Cesena deve soltanto ringraziare il fatto che il Matelica, dopo quella folle remuntada iniziata subito dopo il ko rimediato al Manuzzi nello scontro diretto, ha rallentato la sua corsa proprio nel momento in cui i bianconeri sono andati in apnea. Sennò sai che casino succedeva…”.

Di Angelini che ci dice? Lei lo confermerebbe anche in C? “Ad Angelini è stato chiesto di vincere il campionato e, al momento, possiamo dire che il mister bianconero è assolutamente in linea con gli obiettivi prefissati lo scorso agosto. Una considerazione importante: Angelini, quando sono arrivati i ‘veri’ problemi, per me è stato massacrato eccessivamente. Però allo stesso tempo non mi sono affatto piaciute quelle sue dichiarazioni, supportate dalla società, legate ai ‘famosi’ gufi. Anche perché, quegli stessi gufi, riempiono sempre il...Manuzzi. E vanno regolarmente in trasferta a tifare Cesena. Confermare Angelini in caso di promozione? Non lo so, davvero. Ma la C è tutta un’altra cosa rispetto alla D…”.

Come si sarebbe potuto rendere più facile il compito del mister? “Trovo che questa società, sul fronte dell’impegno e della passione, sia da elogiare. Bisognerebbe fare un monumento a queste persone che hanno riportato il calcio a Cesena. E che, a breve, riporteranno il Cesena pure fra i prof. Però è anche vero che, secondo me, sul fronte della gestione sportiva qualche errore strategico è stato fatto. Nel mercato di riparazione, ad esempio, si sarebbe potuto fare meglio. E poi, almeno un paio di rinnovi di contratto, a gennaio di potevano anche fare. Lo sapete meglio di me: i prolungamenti fanno molto bene allo spirito dei calciatori. Il calcio è anche psicologia…”.

Proviamo a pensare a un Cesena già in C: chi confermerebbe? “Fra la D e la C c’è un abisso. Servirà una rivoluzione, sì. Ma una rivoluzione intelligente. Io, se fossi la società bianconera, ripartirei sicuramente dall’esperienza di Agliardi, dalla freschezza atletica del giovane Valeri, dal cuore del Conte, dalla qualità di Alessandro e dal fiuto del gol di Ricciardo. Sì, confermerei pure Ricciardo: uno come lui, anche se non è più uno di primo pelo, potrebbe dire la sua anche in C. Però, credetemi, ora come ora questi discorsi lasciano davvero il tempo che trovano. Inutile avventurarsi in queste previsioni se non si conosce ancora l’identità dell’allenatore…”.

Domandone finale: Cesena promosso già domenica 28 aprile? “Io dico di sì. Cesena vincente col Castelfidardo e Matelica che non passa a Campobasso: questo è il mio pronostico in vista della penultima giornata. L’ottimismo è il sale della vita. O no? Forza Cesena! Sempre e comunque! E...buona Pasqua a tutto il popolo bianconero”.

 

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