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Sorpresa Alessandro: “…eppure io sogno sempre un ritorno a Cesena”

di Flavio Bertozzi
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Le discese ardite. E le risalite. Tinte (anche) di bianco e nero. Danilo Alessandro si sta mettendo alle spalle un anno per nulla banale. Un anno ricco di soddisfazioni. Di vittorie. Ma anche di batoste. Di bocconi indigesti.

Alessandro, scelga una sola cartolina di questo 2019.
“Beh, ovviamente la mia mente va subito a quel pomeriggio vissuto lo scorso 5 maggio a Giulianova. Quel giorno ho letteralmente toccato il cielo con un dito…”.

Quella promozione è carica di significati.
“A gennaio il campionato sembrava già chiuso. Poi, all’improvviso, il Matelica si è risvegliato. E noi abbiamo cominciato a gettare alle ortiche tanti punti pesanti. Non è stato semplice rimanere lucidi e concentrati sino alla fine”.

È rimasto ancora in contatto con qualcuno dei suoi ex compagni?
“Io, ogni volta che cambio squadra, mi cancello regolarmente dai gruppi WhatsApp dei calciatori. Col gruppo ‘targato’ Cesena, questa cosa, non è successa. Perché eravamo e siamo un gruppo speciale. Molto affiatato. In chat ci sentiamo praticamente tutti i giorni…”.

Segue ancora le gesta di Valeri e soci?
“In questi mesi ho seguito tutto il percorso dei bianconeri. Sono felice che, dopo uno start ricco di problemi, le cose siano un po’ migliorate. Ora vediamo cosa succede nel girone di ritorno”.

Lei lo sa che in riva al Savio ci sono tantissimi tifosi che continuano a rimpiangerla?
“E questa cosa mi fa un immenso piacere. Anche perché io avrei fatto carte false pur di restare a Cesena. Purtroppo però, con la promozione in cassaforte, qualcuno non mi ha più voluto. Mi ha scaricato. Anche se mi erano state fatte delle promesse ben precise. Chi afferma il contrario dice il falso…”.

Sono passati sei mesi da quell’addio. Eppure, quella ferita, è ancora aperta.
“L’incazzatura si è dissolta. È evaporata. La delusione no, quella resta. E resterà per sempre. Anche perché, per il sottoscritto, una stretta di mano vale più di una firma su un contratto…”.

La società, però, è stato chiara: lei non è stato confermato perché non è stato reputato adatto al modulo di Modesto…
“Vabbè dai, è inutile ritornare ancora su questa madornale cazzata. Non ne vale la pena. Una cosa, però, è certa: io, in cuor mio, non ho ancora perso la speranza di poter tornare un giorno a Cesena. Ho 31 anni. Sono vecchio, ma non vecchissimo. Sono integro. Chissà, magari fra 6 mesi qualcuno a Cesena cambia idea su di me. Io, la C, la posso fare bene. Anzi, più che bene. Nel 2017-18, prima di venire a Cesena, a Piacenza avevo fatto 12 gol…”.

Un mese fa il suo divorzio dal Campobasso sembrava sicuro. Per lei si era parlato anche del Forlì. Poi invece…
“…poi invece, dentro di me, a scoppio ritardato è scoccata la scintilla. Ho cercato di resettare tutto, di mettere per un attimo da parte tutti i miei problemi, di rimettermi in gioco. Mi sono detto: Danilo, se vai via così da Campobasso sei solo un perdente. Un perdente senza attributi…”.

Il suo finale di 2019 è stato da urlo.
“La gara col Chieti ha salutato la mia rinascita. Nelle prime 12 partite non ero riuscito a segnare uno straccio di gol. Prima della sosta, invece, sono riuscito a buttarla dentro 5 volte in altrettanti match”.

Il Campobasso, però, forse si è svegliato troppo tardi.
“Siamo a 12 punti dal 1° posto. Ma io non ho perso la speranza di vincere il campionato. Il San Nicolò Notaresco, nel girone di ritorno, potrebbe avere delle battute a vuoto. E noi siamo in forte ascesa, reduci da 5 vittorie consecutive. Io, al miracolo, ci credo…”.

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