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Barbariccia

di Stefano Severi
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1. E adesso? Beh adesso non è semplice per noi che sediamo dietro una tastiera – e in fondo ci sentiamo un po’ leoni – descrivere compiutamente quello che sta accadendo in casa Cesena, certo, ma per Modesto e i giocatori non è per nulla complicato capire cosa c’è da fare: vincere il derby. Anzi, i derby.

2. I derby sono partite a se stanti, vivono di luce propria, sono parte del campionato quasi per caso. Non serve uno stratega per vincere i derby di quest’anno: lo so, lo avevo già detto, ma lo ribadisco per sottolineare come gli scriteriati moduli di Modesto non possano farci presentare all’appuntamento di domenica con la coda tra le gambe e la scusa già pronta. 

3. Ecco, parliamo di Modesto e della sua peggiore giornata dall’inizio dell’avventura romagnola. Modesto contro la Samb ha sbagliato tutto: il pre partita, sottovalutando il valore dell’avversario, la gestione della partita stessa, finendo per essere surclassato dagli ospiti, e persino il post partita, visto che tra la camminata un po’ troppo arrogante sotto la curva e le dichiarazioni della sala stampa ha dimostrato di non avere una visione propriamente lucida della situazione.

4. Se una situazione del genere, o meglio una partita del genere, si fosse verificata a dicembre anziché ad inizio ottobre, sarebbe stato necessario prendere in considerazione l’ipotesi esonero. Oggi invece reggono ancora le attenuanti dell’inizio – ovvero del gruppo in costruzione – e dei troppi infortuni. E soprattutto mancano all’appello le vere prove del nove, per l’appunto i derby.

5. Guardiamo per un attimo in casa delle altre. Il Ravenna: inizio difficilissimo, tanto quanto il Cesena. Poi colpo d’orgoglio con la Triestina e grandissima impresa in casa di quel Padova che noi aveva fatto torello o poco più: il carattere dei giallorossi ha cancellato completamente il divario tecnico dalla capolista. 

6. Poi c’è il Rimini, in palese crisi di risultati, ma con un gruppo consapevole che in caso di sconfitta col Cesena girare per la città si trasformerebbe quasi in un incubo. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, visto che gioca in uno stadio quasi sempre deserto, il Rimini risente molto della pressione dei tifosi della Curva: pochi ma piuttosto determinati anche nel chiamare ripetutamente, e in maniera più seria di quanto accaduto al Manuzzi con la Samb, la squadra a rapporto a fine partita.

7. Perché in maniera più seria? Perché Modesto è venuto per non dire praticamente nulla, perché insultare qualche giocatore per sfogare la propria rabbia per il risultato non serve a nulla e soprattutto perché almeno metà della Curva Mare stessa era contraria a fischi e contestazioni.

8. Il fatto che non ci sia unanimità nemmeno tra le frange più accese del tifo bianconero circa l’atteggiamento da mantenere nei confronti della squadra dimostra ancora una volta – casomai ce ne fosse bisogno – di quale isola felice sia Cesena e di quanto ridicole siano le sparate di chi si lamenta della pressione degli oltre 8mila abbonati.

9. L’analisi della gara ancora una volta diventa irrilevante rispetto ai problemi strutturali del Cesena: un undici iniziale che cambia sempre, una difesa che subisce gol da calcio piazzato o nonostante sia perfettamente schierata con facilità disarmante e, dulcis in fundo, delle punte che sembrano armate a salve. 

10. Al momento il Cesena ha affrontato cinque delle prime sei squadre in classifica e ha totalizzato appena un punto: tutto irrilevante se si considera che l’obiettivo di quest’anno è costruire un progetto ad ampio respiro. Va benissimo quindi anche un anonimo campionato di centroclassifica, ma ad una sola condizione: la prossima settimana sarà vietato sbagliare anche una sola partita. E che Modesto dia quindi il segnale di battaglia.

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