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Supereroi

di Stefano Severi
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1. Bruno Piraccini. Colui che ci ha creduto più di tutti in questa rinascita, che ha schierato Orogel in prima linea, che ha mosso tutte le pedine più importanti, che ha incontrato ed accolto le richieste di politica e tifosi. Aveva già fatto tanto per il vecchio Cesena, ma questa volta è si è superato.

2. Paolo Lucchi. La zampata finale dell’uomo solo al comando. Termina da vincitore il suo secondo mandato da primo cittadino, interpretando al meglio il ruolo di regista e architetto della rinascita bianconera. Il Cesena è arrivato primo e le sue scelte – tra le quali quella assai contestata di far risorgere la squadra dalla base del Martorano – si sono rivelate vincenti.

3. Corrado Augusto Patrignani. Ha guidato la cordata degli imprenditori volenterosi – meriterebbero di essere ricordati tutti – che la scorsa estate si sono autotassati per creare il primo piano economico triennale sul quale fondare il Cesena FC. Ha praticamente imposto il ritorno di Agliardi. Basta e avanza per considerarlo fondamentale.

4. Alfio Pelliccioni. In estate, quando ha accettato il ruolo di Ds, ha compiuto una vera pazzia: il Cesena gli ha chiesto di completare mezza rosa integrando quanto già disponibile dal Martorano. Ora possiamo dirlo: la sua mezza squadra è stata quella decisiva (Alessandro e Ricciardo su tutti) e anche a Gennaio ha operato alla grande.

5. Giuseppe Angelini. È l’allenatore della squadra che ha vinto. Sul campo. Senza biscotti o altri sotterfugi. Semplicemente la sua squadra ha vinto il campionato. Ha fatto quello che gli era stato chiesto.

6. Giovanni Ricciardo. Mister 20 gol. Ogni altro commento è superfluo come i mille inutili soprannomi che gli sono stati affibbiati nel corso di questo campionato. 20, passo e chiudo.

7. Danilo Alessandro. Se fossimo al fantacalcio, sommando i suoi assist e gol scopriremmo che ha fatto anche più punti di Ricciardo. Freddo all’apparenza ma col piede caldissimo.

8. Beppe De Feudis. Unico giocatore ad aver militato col Cesena in tutte le categorie dalla D alla A e unico ad essere stato promosso in tutti i campionati, D-C-B con i colori bianconeri di Romagna. Più che supereroe De Feudis è già leggenda.

9. Federico Agliardi. Nel girone di ritorno ironicamente ha avuto una media parate/tiri bassissima, visto che era ormai abituato a subire (incolpevolmente) gol nell’unica conclusione in porta degli avversari di tutta la partita. Ma la sicurezza che ha infuso Agliardi al reparto arretrato è stata la prima vera chiave di volta della stagione bianconera.

10. Davide Biondini. Allenatore in campo. Leader. Voce. Soprattutto personalità. Lo abbiamo visto andare in escandescenza con i compagni negli spogliatoi del Moretti in estate dopo la figuraccia in Coppa Italia con la Savignanese e lo abbiamo ritrovato portato in trionfo un campionato dopo da quegli stessi compagni di squadra che tanto dal Biondo hanno appreso.

11. I giornalisti. Per una volta faccio un’eccezione e metto un undicesimo punto e inserisco anche certi giornalisti tra i supereroi. Certo, loro non sono scesi in campo, non hanno preso a calci il pallone, ma hanno dato un contributo essenziale alla rinascita bianconera esponendosi in prima persona per denunciare la situazione economico-finanziaria della vecchia società. Parlo in primis del duo Gian Piero Travini e Paolo Morelli che nell’inverno 2018, rispettivamente su TuttoCesena e Il Resto del Carlino, hanno riportato per primi le vere cifre dell’indebitamento bianconero. Mi riferisco anche a Marco Manuzzi (ex Voce di Romagna, ora TuttoCesena) e Pippo Russo (Calciomercato.com), primi assoluti a segnalare il giro di plusvalenze tra Cesena e Chievo, e ad Emanuele Conti (TuttoCesena) che non più tardi di un anno fa insieme a Travini si vedeva negare l’accesso alla tribuna stampa in risposta agli articoli sul bilancio del Cesena. Ecco, mi piace pensare che questo nuovo Cesena sia merito un po’ anche loro e che il loro esempio possa restituire dignità ad una categoria troppo spesso bistrattata.

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