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La Lanterna #27 | Royal Rumble

di Bruno Rosati
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Della serie ‘spariamola grossa’: Modesto arriverà ad allenare in serie A prima che il Cesena torni a giocare in massima serie.
Spesso e volentieri, a corredo di un esonero vengono proposte analisi infarcite di frasi fatte, come “l’allenatore paga colpe non sue”. Ecco, non è il caso di dilungarsi più di tanto sul passato che, appunto, è già passato. Nonostante avesse una grande preparazione concettuale, il tecnico si era incartato ormai da tempo. Si era intestardito sulle proprie convinzioni, non capendo che la filosofia di come stare in campo non è strettamente legata ad un solo modulo. Di ciò ne ha risentito l’intera valorizzazione dei giovani. E pure la gestione del gruppo, sin dai primi mesi, è stato tutt’altro che ottimale. Dopo Trieste, cambiare era doveroso. Forse addirittura tardivo...

Ma gli errori reiterati a cui abbiamo assistito non sono tutti imputabili al mister. Nascono da lontano e quanto accaduto nell’ultima settimana è stato propedeutico alla Royal Rumble 2020, svolta la scorsa domenica alla stregua di Triestina-Cesena.
Per chi non la conoscesse, la Royal Rumble è un evento di wrestling che si tiene nel mese di gennaio ininterrottamente dal 1988. Questa stipulazione d’incontro coinvolge trenta lottatori differenti che devono lanciare i propri avversari al di fuori del ring. L’ultimo a rimanere all’interno del quadrato è il solo ed unico vincitore. Ognuno combatte solo per sé stesso, un tutti contro tutti semplice ma avvincente ed elettrizzante. Una rissa reale.

Quanto visto sul terreno di gioco del Nereo Rocco non assomiglia particolarmente ad una rissa. Al di là di qualche scaramuccia estemporanea, gli animi non si sono infuocati, come dimostrano i cinque complessivi cartellini gialli distribuiti fra alabardati e bianconeri. Semmai, vista la facilità con cui i padroni di casa riuscivano ad arrivare al tiro, ricorda decisamente una mattanza.

Quel che è successo prima e dopo la gara si avvicina di tanto a quel che è andato in scena al Minute Maid Park di Houston, in Texas. È forse esagerato stilare un bollettino di guerra ma sicuramente c’è chi ne esce malconcio.
Ad avere incassato il colpo più duro è stato Modesto, messo alla porta nonostante qualche parere contrario.
Se le sono date di santa ragione i due direttori, con dichiarazioni alla stampa che a più riprese hanno smentito quanto detto dall’altro. Venerdì si è passati dall’avere alla mattina un tecnico sotto la lente d’ingrandimento ad una espressa volontà di continuare con il mister crotonese nel pomeriggio. E poi si è giunti all’epilogo che tutti conosciamo, con l’uscita pubblica non felicissima dell’“abbiamo scelto un allenatore che nessuno si aspettava”. Ora appaiono ridimensionati entrambi, visto che il nome del nuovo tecnico è arrivato da una figura (al momento) esterna come Gigi Piangerelli, oggi direttore sportivo del settore giovanile del Sassuolo.
Non esce bene neppure il presidente di Cesena FC, apparso non particolarmente brillante nel motivare le scelte effettuate in diretta televisiva. La piazza in questo momento necessita di un’infusione d’entusiasmo e, sotto quest’ottica, la performance è stata poco convincente.
Se la cavano tutto sommato benino Calori e Bisoli (sono tanti i delusi per il suo mancato ritorno) che nutrivano ambizioni più alte e ai quali di certo non mancheranno altre offerte, magari anche da categorie superiori. Ne esce piuttosto male Cevoli che, per la seconda volta in stagione, si vede soffiare la panchina del Cavalluccio sul filo di lana: avrebbe meritato maggiore considerazione.

Ok, ma la domanda clou è solo una: chi ha vinto? Be’, ancora non possiamo saperlo ma la speranza è che ad emergere vincitore fra le bizzarrie delle ore passate sia William Viali. Il mister di Vaprio d’Adda è un po’ più brizzolato di Drew McIntyre e sicuramente non gli viene affibbiato l’appellativo di ‘psicopatico scozzese’. Ha però tutte le carte in regola per far ricredere chi non lo ha ritenuto una prima scelta. A lui è chiesto di non incaponirsi con qualsiasi forma di integralismo, di essere pragmatico, di effettuare scelte semplici ed efficaci, di non esasperare la gestione del parco calciatori a disposizione. E, soprattutto, di portare tanta passione. Ne ha bisogno lui, ne abbiamo disperatamente bisogno tutti noi.

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