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La Lanterna #30 | Motori ruggenti

di Bruno Rosati
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“La vita è correre. Il resto è soltanto attesa”.
[Steve McQuenn]

Sessant’anni dopo l’ultima apparizione allo stadio Romeo Galli e a distanza di quattordici anni dall’ultima edizione del Gran Premio di San Marino della Formula 1, il Cesena torna a correre a due passi dall’autodromo Enzo e Dino Ferrari. Nel mondo professionistico, una vittoria esterna per 4 a 1 mancava dal 20 agosto 2015, quando gli uomini di Drago si imposero al Massimino di Catania grazie alle reti di Ciano (doppietta) e Djuric, oltre all’autogol del difensore catanese Bacchetti; a siglare il momentaneo pareggio dei siciliani era stato Juan Manuel Ramos.
Coincidenze: esattamente come accaduto cinque anni fa, un esterno ha trovato i primi gol in bianconero (due reti per Zerbin, così com’era accaduto a Ciano) ed è andato a segno il centravanti (una sola marcatura per Djuric, due per Caturano) mentre in entrambe le circostanze l’unica rete dei padroni di casa è stata realizzata dal terzino sinistro (Valeau per i romagnoli, Ramos appunto per gli etnei). Un’ulteriore analogia è data dai colori sociali delle due società, piuttosto somiglianti (rosso e blu l’Imolese, rosso e azzurro il Catania).
Due vittorie schiaccianti e simili pure nello svolgimento (primo tempo equilibrato, ripresa dominata dal Cavalluccio) ma dal peso specifico del tutto differente. L’importanza dei tre punti guadagnati la scorsa domenica è infinitamente superiore ad un’estemporanea serata di coppa e può essere il punto di svolta della stagione in corso.

È stata effettivamente una formazione da corsa quella proposta da mister Viali. Costretto a rinunciare alla qualità di Franco, in mezzo al campo il tecnico ha scelto di affidarsi al fiato e alla resistenza di Capellini che ha dato man forte ad un Valeri sotto tono. La scelta più determinante è stata la riproposizione di ‘Saetta’ Zerbin che non scendeva in campo titolare dalla legnata interna patita contro il Carpi. L’esterno piemontese in una manciata di minuti ha messo a segno il doppio dei gol che aveva realizzato nella passata stagione con la Viterbese e, non pago, ha pure confezionato l’assist per il quarto gol servendo la palla ad un lanciatissimo Caturano, abile a sua volta a battere in velocità i sin troppo statici Alimi e Carini.
Il Cesena sa quindi essere letale quando viaggia su ritmi altissimi. E non è un caso che il risultato sia stato sbloccato grazie ad una discesa del miglior acquisto invernale: Zampano, anche se non al meglio, risulta imprendibile per ogni malcapitato a cui venga affidato il compito di contenerlo. Questa è la vera forza dei bianconeri: nessuna squadra che si sta giocando la salvezza può disporre di due terzini straripanti quanto lo sono Zampano e Valeri.

Questo successo deve essere il punto di partenza per effettuare il salto di qualità. Non tanto a livello di gioco o di prestazioni, bensì a livello mentale. I punti di margine sui play-out sono rimasti invariati rispetto al turno precedente ma di qui in avanti il Cavalluccio giocherà al Manuzzi contro tutte le altre squadre che al momento si trovano dietro in classifica. A cominciare dai due derby contro Rimini e Ravenna, per finire con Gubbio e Arzignano. Questo periodo sarà intervallato dalla visita in Romagna della Fermana (al momento davanti in graduatoria ma ancora agguantabile). Unica eccezione: la trasferta di Fano alla penultima giornata.

Le carte in regola per fare bene ci sono tutte, occorre solo continuare a procedere spediti e non fermarsi a guardare gli altri che passano.
“Se senti l’auto perfettamente sotto controllo, significa che non stai andando abbastanza forte”.
[Colin McRae]

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