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Accadde oggi: 30 maggio nella storia

di Redazione TUTTOCesena
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Se c'è un giorno che ormai è entrato prepotentemente nella storia bianconera del Cesena, ovviamente dopo il 21 aprile, quello allora è il 30 maggio. Le ricorrenze da celebrare in questa giornata sono numerose, e tutte coincidenti con promozioni.

A Modena. Partiamo dal 2014, anno dell'ultima promozione in serie A. In programma c'è l'ultima giornata di campionato cadetto e il Cesena è atteso al Braglia di Modena dai canarini. I ragazzi di Bisoli sono determinati a non perdere non mollare il quarto posto e non disputare quindi il preliminare play-off: a due distanze di lunghezza ci sono proprio i gialloblu di Novellino. È il tecnico di Porretta a vincere la partita a scacchi contro il non certo amato collega: il risultato finale è uno 0-0 fatto di cuore, grinta e sudore che consente al Cesena di restare proprio davanti al Modena. Il resto è storia: gli emiliani ai playoff faranno fuori lo Spezia e in semifinale si piegheranno nuovamente, in un duplice scontro, ai bianconeri di Bisoli. E poi Latina, ma di quello ne riparlememo più avanti...

Oggi come ieri benvenuti al Romeo Bianconeri. Facciamo un salto indietro di 10 anni e andiamo a Rimini. Per l'esattezza a Rimini bisogna fare un salto indietro di ben quattro squadre, tre delle quali ormai defunte: Rimini Calcio FC (quella di Bellavista), AC Rimini 1912 (quella di Biagio Amati), Rimini Siti (ex Riccione) e Rimini FC (la compagine attuale). Il Cesena affronta il primo turno dei play-off del girone A della Serie C in trasferta a Rimini: un grandissimo corteo di bianconeri, in auto e scooter, con la tshirt "Senza Paura" si muove lungo la via Emilia fino allo stadio riminese. Il colpo d'occhio è impressionante: tutta la curva ospiti è gremita di tifosi bianconeri più un pezzo di tribuna laterale. Il risultato finale è di 1-1: ottimo pareggio in trasferta per il Cesena che completerà l'opera al ritorno vincendo per 2-0 al Manuzzi. Poi arriva il Lumezzane ma, proprio come per Latina, rimandiamo tutto ai libri di storia. Resta una delle più belle trasferte del Cesena, a livello sia di numero che di colore, degli ultimi 20 anni.

Piacenza 2010. Con la macchina del tempo ci muoviamo avanti di altri 6 anni e andiamo al Garilli di Piacenza. Ultima giornata di serie B: il Cesena è terzo in classifica e deve vincere contro il già salvo Piacenza sperando che contemporaneamente il Brescia, secondo, non vada oltre il pareggio contro un Padova ancora in piena lotta salvezza. San Benedetto 1987 è stata la promozione epica, arrivata al termine di una sfida infinita, mentre Latina 2014 è stata la promozione della sofferenza, con il Cesena prima sotto di un gol e a rischio sconfitta fino al rigore finale di Cascione. Piacenza è invece stata la promozione della speranza e della festa: 6000 bianconeri hanno raggiunto l'Emilia sapendo che non sarebbe dipeso solo dal risultato di quella sfida. A livello numerico probabilmente la trasferta più grande proprio dai tempi di San Benedetto: un meraviglioso muro bianconero ha fatto da cornice a quell'epica giornata. Il Cesena va avanti con Parolo, poi la radio segnala due gol del Padova, poi nel finale al Garilli quasi non si gioca più e il Brescia accorcia. Finisce un paio di minuti prima in Emilia e tutta la squadra sta abbracciata a centrocampo in attesa delle notizie dall'Euganeo: sono minuti interminabili sottolineate dal brusio continuo della curva Mare in formato trasferta. Finalmente arriva il triplice fischio anche per Padova-Brescia e il Cesena è in Serie A per la quarta volta nella sua storia. Un traguardo grandioso, soprattutto pensando alla retrocessione in C di due anni prima, in seguito emulato solamente dallo stesso Bisoli quattro anni più tardi. E quasi imitato nel 2016 da Drago. Quasi.

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