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Quella volta che Cecca Cecca le prese sul serio...

di Redazione TUTTOCesena
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Cecca Cecca
Cecca Cecca
© foto di Archivio Marzio Magnani

Riproponiamo oggi, nell'anniversario dell'evento, la cronaca di una trasferta a Genova con il famoso e chiacchierato pestaggio del compianto Cecca Cecca, a cura del nostro storico Marzio Magnani. Ah, un consiglio: evitate di dare peso, relativamente a storie su Cecca Cecca e calcio bianconero in generale, a pagine di foto vecchie e adesivi che vandalizzano la città.

di Marzio Magnani

IL CONTESTO: campionato di serie B 1980/81: pur senza prendere il largo, nelle due prime posizioni si trovano le favoritissime Milan (29 punti) e Lazio (26). Il Cesena, dopo aver battuto a domicilio Lazio e Foggia, con un comodo pareggio a Bergamo con l'Atalanta e l'ottimo 2-0 contro l'ostico Pescara si trova da solo al terzo posto con 25 punti. Segue proprio la Samp ad un solo punticino, mentre le altre pretendenti alla A sono più staccate (Genoa 22,
 Pisa 21). L'incontro di Genova è quindi il più importante della giornata e per la Sampdoria contro il Cesena sarà il terzo incasso del suo campionato (oltre 25.000 spettatori). Un calcio di altri tempi, l'ultimo anno con le maglie più belle e genuine, dal campionato seguente saranno "sporcate" dagli sponsor.

LA MIA TRASFERTA, LA PARTITA E IL PESTAGGIO DEL POVERO CECCA CECCA
Avevo sempre sognato una trasferta a Genova nel mitico stadio di Marassi, finalmente arriva una buona occasione, mi metto d'accordo con l'amico Alberto C. col quale si frequentava il Bar Nazionale (ora Babbi Caffè), ci si ritrova di buon ora davanti al Bar Forza Cesena di Torre del Moro, lì ci aspettano due vetusti pullman (anni 60' sicuramente) di colore azzurro e targati PS. Il viaggio è tranquillo e la giornata tipicamente invernale, grigia
e fredda. Ci lasciano in fretta proprio davanti allo stadio giusto il tempo per farci scendere, l'appuntamento del dopo partita sarà presso il cimitero monumentale di Staglieno (piuttosto lontano, ma è per la sicurezza nostra e degli autobus).
Prima di entrare al Luigi Ferraris, (magnifico impianto inaugurato nel 1911, campo piccolo di 105X68m con visibilità ideale), un panino nei pressi del confinante carcere di Marassi, una toccante esperienza il vedere comunicare, (con grida e gesti convenzionali), parenti e amici dalla strada con i detenuti sistemati alle finestre dell'ultimo piano (ancora mi chiedo come facessero a capirsi).
Noi cesenati siamo circa un centinaio disposti dietro e ai fianchi dello striscione Fighters (spero di ricordare bene) siamo a circa un terzo dell'imponente gradinata nord, sotto di noi nessuno a parte la presenza nel parterre di Cecca Cecca; dietro invece, alcune centinaia di supporters genoani (il Genoa giocò quel giorno a Pescara perdendo 2-1, poi fece una rimonta eccezionale rimontando Samp e Lazio raggiungendo la serie A a braccetto col Cesena). 

Genoani nella Nord. Chiesi ad un ragazzo genoano il perchè lui e gli altri tifosi rossoblu fossero lì... mi rispose che la Gradinata Nord era la sua casa e che lui era lì ogni domenica, in generale secondo me non gli stavamo neppure tanto simpatici, ma ci rispettarono e nel finale di partita ci furono utilissimi anzi di più.
Inizia il match e la Samp che deve vincere assolutamente: cinge d'assedio il Cesena che si difende con ordine, una grande mole di gioco dei blucerchiati che però partorisce un solo tiro di Chiorri, poi dalla mezz'ora anche il Cesena esce dal guscio e se la gioca ad armi pari, nel secondo tempo siamo addirittura superiori ed abbiamo una buona occasione con Perego di testa. Lui e Recchi tra i migliori con un Bonini fantastico e migliore in campo (non 
per caso l'anno prossimo sarà della Juventus), buone le prove tra i doriani del nostro Orlandi e di Genzano, sottotono le due punte De Ponti e Chiorri, si arriva al minuto 23 del secondo tempo, Mei già ammonito nel primo commette un normalissimo fallo di gioco su Chiorri. 

Animi agitati. L'arbitro Menegali di Roma invece lo ammonisce per la seconda volta e gli sventola il cartellino rosso (un arbitraggio perlomeno casalingo), l'arbitro romano in precedenza aveva sorvolato su un fallaccio di Galdiolo (esperto difensore ex viola) sul nostro Bonini... questa espulsione accende gli animi del pubblico blucerchiato in tutti i settori che inveisce verso i bianconeri in campo e sugli spalti, quasi subito si nota che la Gradinata Sud si sta svuotando, escono di corsa a centinaia... per sicurezza lo striscione Fighters viene arrotolato e noi cesenati arretriamo verso l'alto in mezzo ai genoani, tutti meno uno: Cecca Cecca che nonostante le nostre grida non vuole saperne di lasciare la sua consueta posizione in basso. In pochi minuti un fiume di tifosi doriani invadono il parterre della Nord (secondo i miei calcoli visto che l'espulsione di Mei c'è stata al 68' non prima del 75' e non più 
tardi dell'80'), noi, e i genoani che vogliono difendere il loro "Tempio" ci disponiamo minacciosi dalla metà della gradinata, un trambusto incredibile, di polizia neppure l'ombra ma i doriani non si azzarderanno a salire i gradoni e se la prendono con il povero Cecca Cecca ben riconoscibile con la sua tipica mantellina a spicchi bianconeri. 

Cecca Cecca a terra. Massimo viene gettato a terra e colpito con pugni e calci, sono almeno una dozzina i "valorosi" doriani che partecipano al pestaggio, una vergogna perchè il povero Cecca Cecca era evidente che avesse dei problemi, si notavano già dal primo sguardo... Purtroppo era chiaro che nessuno di noi potesse andar giù a dargli una mano, sarebbe stata una follia, un suicidio. Quando vidi rialzarsi Cecca Cecca mi concentrai sulla partita ormai come tutti, i doriani sul parterre e sui primi gradoni, noi cesenati con i genoani dalla metà dei gradoni in su, la partita dopo l'espulsione era cambiata completamente, la 
Samp attaccava a pieno organico ma con gran confusione, facile per il Cesena difendersi ma ci fu una occasione per De Ponti che partito in probabile fuorigioco (così mi è parso visto che attaccavano verso di noi) si portava avanti la palla con un pugno (evidente a tutti ma non all'arbitro romano che lasciava proseguire) e si trovò solo davanti a Recchi, sparò un gran tiro da distanza ravvicinata, ma l'Angelo, non del cielo ma quello di Sassoferrato, si opponeva splendidamente facendo il miracolo, salvando la squadra, il risultato, il campionato!  Io e gli altri cesenati al fischio finale con i pugni
al cielo come fosse stata una vittoria.

Post partita. A partita finita uscimmo in una gran confusione tra genoani e doriani alla spicciolata, io e Alberto con le sciarpe occultate sotto i giubbotti, nei pressi dello stadio al centro degli incroci gruppi di doriani che controllavano le targhe delle auto, ma in pochi minuti eravamo fuori dalla confusione camminando verso il cimitero di Staglieno. Ormai arrivati, in lontananza sullo sfondo del piazzale una scena da cartoni animati: un gruppetto di una dozzina di persone inseguito da un gruppo molto più numeroso. Arrivati ai pullman ci venne svelato il tutto: un gruppetto di doriani aveva "scovato" i nostri bus e li aveva
presi a sassate: il nostro aveva un buco nel parabrezza che l'autista copriva alla meglio con lo scotch, non ricordo come finì l'inseguimento al gruppetto doriano... di lì a qualche minuto nella calma più totale arrivò una volante della polizia sgommando, e dopo l'inchiodata uscirono 4 poliziotti armi in pugno... finalmente c'era la polizia colpevolmente assente fino a quel momento ma ormai era tardi... 

Il finale. Si stava ormai per partire con Cecca Cecca mogio e dolorante (si seppe poi che aveva la mandibola fratturata come confermato dalla sua famiglia) sedeva nei primi posti del Bus già col motore acceso, io e Alberto invece si sedeva verso il fondo subito dietro la portiera, e guardavo fuori: aspettavamo per partire un ragazzo che stava fumando, all'improvviso arriva uno sbandato che gli chiede 100lire (mi pare) il nostro gli risponde in malo modo e si becca un pugno dritto sul naso, il naso sanguina e viene così deciso di chiamare un'ambulanza che carica il ragazzo e Cecca Cecca (che fino a quel momento aveva rifiutato di essere portato in ospedale). Così aspettiamo almeno un paio d'ore che la stessa ambulanza ci riporti i nostri due feriti medicati al Pronto Soccorso, per passare il tempo ascoltiamo la radio, che sia nelle trasmissioni sportive che nei giornali radio racconta di incidenti a Genova con feriti, finalmente si parte assieme all'altro pullman che ci ha aspettato nonostante i due feriti fossero nel nostro. Arrivati a Cesena dopo aver salutato Alberto prendo la mia A112 e corro a casa (sono le due passate), il giorno dopo a pranzo i miei che non avevano saputo degli incidenti mi chiesero come
era andata, "benissimo,tutto tranquillo, prima di  mezzanotte ero già a letto": quel campionato feci altre due trasferte: a Ferrara e a Rimini ma lì la facemmo da padroni...
 

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