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Sagome sugli spalti e cori registrati: è questo il calcio che vogliamo?

di Stefano Severi
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Tifosi cartonati
Tifosi cartonati

Non bastano decine di migliaia di morti per fermare la macchina del calcio professionistico: in Italia, così come già avvenuto in Germania e a breve anche in Inghilterra, la stagione agonistica verrà portata a termine. Gli ultras e gruppi di tifosi di tutta Europa hanno espresso la loro contrarietà a questa ripartenza con un lungo comunicato: ora prendono la parola anche le Brigate Garibaldi St Pauli.

Il calcio riparte ma senza tifosi. In Germania mettono le sagome al posto degli spettatori…

Bisogna capire chi le ha messe, quelle sagome: sono stati i tifosi o le società? I tifosi hanno esposto striscioni critici un po’ ovunque ed anche a Gladbach dove però le sagome sono state esposte sulle tribune.. A St Pauli si è visto uno stadio grigio: nessuno striscione dei gruppi, solo uno di fronte alla tribuna davanti alle telecamere di critica alla ripartenza.

In Italia invece Sky Italia si è inventata la registrazione dei tifosi, nelle dirette di Bundesliga: un audio che simula l’effetto degli ultras a bordocampo…

Per fortuna si tratta di una cosa che non c’è qua in Germania. Il tifoso ormai viene sostituito. Si tratta di registrazioni vere fatte lo scorso anno. Guardiamo allo scorso weekend, Bayern-Eintracht: il tifo era davvero quello del Bayern Monaco in casa ma non c’era quello in trasferta dell’Eintracht. Quando però il Francoforte dal 3-0 ha accorciato 3-2 ci sarebbe stato rumore molto più rumore con 7mila tifosi al seguito, invece naturalmente in quell’audio registrato non c’era niente di tutto ciò. 

Si registrano atri casi simili? Ci sono altre proposte in Italia?

Certo, i tentativi sono molteplici ormai. Anche in Italia ormai è chiaro quando poco vengano presi in considerazione i tifosi. C’è già chi, senza paura di perdere la faccia, rilascia interviste consigliandoci di prendere ad esempio l’NBA americana: interviste durante la partita, introduzione di 3 tempi da 30 minuti e soprattutto tanta pubblicità durante la gara.

Contro questo calcio del futuro però voi avete preso posizione, con un comunicato *che riportiamo in calce all’intervista, che va ad integrare e completare quello già pubblicato degli ultras europei. 

Certo, dopo aver letto l’altro comunicato che sostanzialmente diceva di bloccare il campionato e basta,  abbiamo notato l’assenza di una proposta vera e propria. Tutte le tifoserie devono capire che siamo all’ 85’ minuto della partita finale per salvare il calcio popolare da quello commerciale, e che il calcio commerciale al momento sta vincendo: bisogna trovare a tutti i costi una via d’uscita. Per questo abbiamo provato a costruire una via propositiva, abbiamo elaborato una proposta per riportare la gente negli stadi. L’esempio da seguire è sempre quello tedesco che riesce al momento ad unire l’utile al dilettevole, ovvero l’aspetto sociale con quello commerciale: che poi non è altro che l’essenza dell’associazionismo, sport di base che diventa sport olimpico.

+++  COMUNICATO BGSP +++

Le Brigate Garibaldi FC St. Pauli prendono con favore il primo comunicato uscito giorni or sono da parte di vari gruppi in Europa. Le malattie non hanno confine, né religione, né lingua, esattamente come sport e calcio.

Dobbiamo registrare, in ogni caso, alcuni punti che, forse, vengono interpretati in maniera ambigua e per questo vorremmo portare la nostra esperienza associativa e di curva pluriennale ed internazionale. Questa fase, seppure emergenziale e con tanti lutti nel cuore, può servire per cambiare molto dello sport di oggi, uscirne davvero migliori e tornare ad un calcio che non sia solo semplice e freddo business di borsa, ma passione, appartenenza e ideali associativi.

Se nel comunicato, da un lato, viene sottolineata negativamente la strada del “calcio commerciale”, intrapresa in particolare dalla Serie A e della quale purtroppo molti gruppi italiani sono stati “complici”, non possiamo dimenticare come il calcio (in Italia, ma non solo) ormai sia ad uno stato comatoso che "calpesta il valore della vita umana".

Queste parole le troviamo molto pertinenti alla repressione che da anni viene compiuta, in particolare in Italia, ma proprio i tifosi non possono esimersi dal riconoscere le proprie responsabilità, considerato che in diverse occasioni hanno dato il pretesto, la giustificazione e la spinta a quella stessa repressione. La lista purtroppo è molto lunga.

Lo sport ed il calcio sono e restano un fenomeno popolare, associativo, inclusivo ed integrativo, che viene praticato in tutto il mondo da persone con differenti lingue, colore della pelle, status sociale e religione e solo tutti uniti - dalle donne agli uomini, dai tifosi normali agli ultras, passando per le singole federazioni - possiamo farlo tornare di nuovo accessibile a tutti. Serve un grande lavoro unitario per cambiare quel mero “fenomeno televisivo” che oggi è diventato il calcio.

A maggior ragione in questo periodo storico, dopo l’ennesima prova di "dittatura televisiva" a discapito dei tifosi che ha coinvolto le partite di Bundesliga della seconda giornata dopo la ripartenza (27° giornata di campionato): dopo lo stop ed il lockdown dovuti al Covid-19, Sky ha trasmesso i cori registrati delle tifoserie come se fossero presenti. Tifoserie che ovviamente non erano allo stadio, dato l'obbligo di partite a "porte chiuse"! 

"Tutto questo deve cambiare" pare sia un proclama comprensibile e sottoscrivibile, ma nessuno dice come. Noi come BGSP prendiamo sul serio la situazione e questa spinta critica, e quindi proponiamo: 

- Che le varie federazioni, i governi, i comitati olimpici #coni #figc #aic #legacalcio ed i club aprano un tavolo di riforme, dove al centro ci sia lo "sport associativo per tutti";

- Che i gruppi ultras aprano un tavolo di proposte dove venga messa da parte la rivalità e che favorisca la responsabilizzazione per poter partecipare attivamente alle associazioni sportive che verranno, portando in dote la loro esperienza storica negli stadi; 

- Che i due tavoli si coordinino per arrivare ad un punto di convergenza;

- Il tutto con obiettivi ben precisi e dichiarati: le autorità, in futuro, non dovranno aver ragione di essere presenti durante le attività sportive popolari, se non per coadiuvare e coordinare le stesse, e gli stadi dovranno tornare ad essere pieni di gente ed entusiasmo e, allo stesso tempo, un punto di aggregazione sportiva e sociale. 

Il testo originale terminava con le parole: “che questo torni ad essere uno sport popolare”. 

Su questo - e con questi presupposti - anche NOI delle Brigate Garibaldi Sankt Pauli siamo d'accordo e, firmando il documento programmatico, saremo in prima linea per la RIPARTENZA.

Il presente vuole essere un documento di riflessione attiva, senza sottoscrizioni di singoli gruppi e/o boicottaggi di altri. Vogliamo UNIRE, non dividere! E soprattutto agire concretamente! 

BGSP

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