Le verità di Seba Rossi: “Non ho scelto Scalabrelli e non ho fatto pressioni per Lewis titolare, vorrei rientrare…”

L’ex numero uno ne ha per tutti: “Vorrei parlare con chi ha scritto quello striscione… L’assenza di Aiello è un comportamento che fa pensare”.
21.07.2023 17:25 di  Redazione TUTTOCesena   vedi letture
Le verità di Seba Rossi: “Non ho scelto Scalabrelli e non ho fatto pressioni per Lewis titolare, vorrei rientrare…”

Un peso sullo stomaco da togliersi. Lo striscione appeso sulla cancellata del Manuzzi - lo scorso 9 giugno, all’indomani della sconfitta ai rigori contro il Lecco - recitava testualmente: “Agostini Rossi Scalabrelli… siete la rovina del Cesena!”
Per ‘Seba’ si tratta di un affronto irricevibile a cui era impossibile non replicare, seppur con un mese e mezzo di ritardo… Appuntamento fissato quindi nella sala conferenze degli studi televisivi di Teleromagna. A fare gli onori di casa ci ha pensato il decano della televisione nostrana, Luciano Poggi ha infatti sottolineato come sia profondo e radicato il legame di Sebastiano Rossi con Cesena e il Cesena, al di là dell’incetta di trofei fatta con il Milan.

La parola passa poi al diretto interessato: “Sono nato a Cesena, qui ho fatto tutte le giovanili, sono il primo tifoso del Cesena. Mi dispiace che qualcuno mi abbia messo in mezzo in una storia che non ritengo giusta.
Ho firmato per un anno su mia precisa imposizione, non ho mai chiesto il rinnovo del contratto. Ho chiesto però chiarezza alla società, senza mai ricevere una risposta. Così ho preso le mie distanze. Il mio problema, da tifoso, è che volevo sapere cosa stesse succedendo”
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Discutibile il fatto di pretendere chiarezza dopo aver firmato e non prima. Comunque, se è la chiarezza ad essere mancata da parte della società, qui ci pensa almeno in parte Rossi a farla su quale fosse il suo ruolo (non così chiaro fino a quando è rimasto operativo): “Sono entrato come responsabile dei preparatori dei portieri. Non sono allenatore o preparatore. Né avevo potere per decidere le sorti dello staff tecnico. Flavoni ha avuto divergenze con staff tecnico, la società mi ha chiamato chiedendomi con urgenza di trovare un nuovo preparatore. Non è facile trovarne a campionato in corso. Ho fatto tre nomi: tra questi la decisione della società è ricaduta su Scalabrelli. Ritengo che l’operazione abbia avuto senso (malgrado abbia creato dissapori tra la tifoseria e sia rimasto soltanto sette mesi, ndr) perché è un preparatore bravo. Lewis e Agostini lo hanno scelto”.
Scalabrelli viene ufficializzato a ridosso della trasferta di Pesaro (dicembre 2022), nei giorni immediatamente successivi all’annunci Sebastiano Rossi è coinvolto in un episodio al pub Bombonera (dietro la Curva Mare) che oggi Rossi minimizza così: “Sono andato a chiedere di non contestare una scelta della società, volevo fosse fatto il bene della squadra”.

Si fa quindi un salto indietro sino alla prima giornata di campionato, quel famigerato Cesena-Carrarese. La scelta di schierare Luca Lewis titolare è stata tutta di mister Toscano. È stata una sorpresa vederlo titolare alla prima giornata. Una scelta azzardata. È però uno sbaglio considerare a priori primo portiere Minelli e secondo Lewis. La titolarità va guadagnata sul campo, negli allenamenti e in partita.
Luca Lewis è un profilo interessante, ha però bisogno di giocare. Avevo stilato un programma su di lui, ovvero di integrarlo pian piano in rosa e non farlo debuttare titolare alla prima giornata, che però non è stato rispettato. Non ho mai messo pressione per far giocare Lewis”
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Dalle parole di Rossi sembra quindi che tutto quel che è avvenuto sia imputabile al solo Toscano. Tuttavia Stefano Minelli, immediatamente dopo il suo passaggio al Südtirol, aveva rilasciato un’intervista esclusiva a Tuttocesena.it in cui il riepilogo degli avvenimenti era abbastanza differente. Una versione che oggi Rossi definisce “poco plausibile”
Dopo l’infortunio del portiere bresciano si attinge quindi dal mercato degli svincolati e arriva Andrea Tozzo. Pure qui Rossi nega anche il più minimo dei coinvolgimenti: “Scegliere i portieri non rientrava nel mio ruolo. Io ero il responsabile dei preparatori. Dalle giovanili alla prima squadra, fine. Anche per quel che riguarda Antonioli non c’entro nulla, non ero nemmeno nei quadri dirigenziali quando è stato allontanato”.

Terminato questo lungo riassunto sulle fasi salienti che hanno condizionato l’esito nefasto della precedente stagione, si torna quindi all’oggi: “Non so perché i tifosi ce l’abbiano con me, anzi vorrei incontrare i ragazzi che hanno scritto quelle cose. Nell’incarico che ricoprivo non avevo modo di fare scelte, anche se mi sarebbe piaciuto. E mi piacerebbe tuttora.
Le critiche dei tifosi verso la società sono giustificate… Vorrei rientrare per fare il bene del Cesena Calcio ma non posso perché c’è gente che non vuole il bene del club…”

Su quale sia questa gente che non vuole il bene del club, i presenti in sala stampa cercano di far luce esortando Rossi a fare nomi e cognomi. La qualcosa non avviene. Qualcuno prova a insinuare che la persona in questione possa essere Robert Lewis (forse perché di parte?) ma Rossi è irremovibile e di nomi non ne saltano fuori. Sotto questo preciso punto di vista è pure comprensibile la scelta dell’ex coordinatore: se è mancata chiarezza da parte di una persona che ha comprato un club pur di trovare una squadra con cui lanciare la carriera del proprio figlio, come può questa chiarezza arrivare da un socio che si è fatto vedere giusto per offrire qualche birra in quel di Pontedera (febbraio 2022) e per inaugurare lo store in piazza Amendola (dicembre 2022) salvo poi sparire nel nulla?

Rossi riprende: “Spero che la proprietà americana possa andare avanti, ogni tanto però ho dei sospetti. Con Agostini non ho avuto un grande rapporto lavorativo. È tanto che non lo sento e un po’ mi dispiace. Ognuno si rivela per quello che è. Aiello è molto vicino all’Fc Cesena, sarebbe bello però vederlo più spesso. Questo comportamento fa pensare”.
E questo è tutto. Ringraziamo Seba Rossi per averci esposto la sua versione dei fatti, consci del fatto che su quanto accaduto durante lo scorso campionato nella gestione dei portieri e dei loro preparatori non ve ne sarà mai una ufficiale che metterà d’accordo tutti i diretti interessati. Sarebbe bello poter ascoltare tutte le campane per poi fare un’interpolazione con cui ricostruire qualcosa di per lo meno verosimile. Minelli ci ha detto la sua e la sua parola ha un peso. Rossi ha fatto altrettanto sebbene la sua parola di peso ne abbia un altro… Magari si potesse lasciare tutto alle spalle e non pensarci più; purtroppo sino a quando Luca Lewis resterà fra i componenti della rosa bianconera l’argomento è destinato a tornare in auge.