Il doppio ex Urso: “Fisiologico che la Torres sia calata. Auguro a loro e al Cesena il meglio”

Dal debutto in Serie A con il Cavalluccio a nove mesi nel 2023 con la maglia degli isolani. Il centrocampista racconta il momento de suoi due ex club.
01.02.2024 12:55 di  Adriano Antonucci   vedi letture
Il doppio ex Urso: “Fisiologico che la Torres sia calata. Auguro a loro e al Cesena il meglio”
© foto di centotrentuno.com

Cesena ha rappresentato per lui il sogno della serie A, l’inizio di un percorso che l’ha portato su e giù per l’Italia senza tralasciare le isole, ed in particolare la Sardegna. Francesco Urso da Fano, trent’anni, ha vestito anche la maglia della Torres e oggi da giocatore della Cavese osserva con attenzione il duello a distanza tra due delle sue ex squadre, entrambe a caccia della serie B.

Urso, se le diciamo 2 maggio 2012 cosa ci risponde?
“Cesena-Udinese 0-1, il ricordo più bello che ho, di quelli che non si scordano mai. Esordire in serie A è stata una grande emozione: dopo sette anni di settore giovanile il Cesena volle farmi un regalo dandomi questa possibilità, anche se solo per un minuto. Ricordo i brividi provati quando mister Beretta mi disse che sarei entrato, mancavano dieci secondi alla fine della partita. Una volta in campo cominciai a correre da tutte le parti come un pazzo, ragionavo ben poco, avevo solo voglia di godermi il momento”.

Dopo quel giorno le cose forse non sono andate come avrebbe voluto, ha qualche rimpianto?
“Ho iniziato la mia gavetta da ragazzino. Sono stato a Fano, a Santarcangelo e poi a Vicenza dove ho fatto tanti anni in B. Le scelte che vengono fatte determinano le carriere, ma alla fine ho giocato oltre trecento partite in serie C, non ho grossi rimpianti”.

Quella del Cesena in questa stagione è fin qui una cavalcata, chi l’ha impressionata di più?
“Il percorso del Cesena nasce da una squadra e da uno staff importante. Ci sono ragazzi come Shpendi che segna tutte le domeniche, hanno una difesa fortissima e a centrocampo c’è un calciatore come Ciccio De Rose che conosco bene per averci giocato tante volte contro. Parliamo davvero di un organico di alto livello ed è normale che siano lì”.

Unica squadra a tener testa ai bianconeri è la Torres, se lo aspettava?
“Sulla carta magari c’erano squadre più attrezzate come la Spal, il Pescara o il Perugia, eppure  quando la scorsa estate sono andato via dalla Torres ero convinto che potessero fare un campionato importante. Stanno facendo un gioco che domenica dopo domenica ha accresciuto la loro consapevolezza e quando si arriva ai vertici non è mai per caso”.

Ha qualche rammarico sulla sua mancata riconferma?
“È stata una decisione che abbiamo preso insieme. Non ci sono grossi rimorsi, quando mi capita di andare a giocare in Sardegna con la Cavese colgo l’occasione per salutare i miei ex compagni. Oggi sono in una piazza che seppur in serie D merita categorie superiori, mi sono rimesso in gioco e va bene così”.

Lo scontro diretto del Manuzzi aveva lasciato l’impressione di due squadre più o meno sullo stesso livello. Ora gli uomini di Toscano hanno sei punti di vantaggio su una Torres incappata in due brutti scivoloni: si è dato una spiegazione su cosa possa essere accaduto?
“Io credo che sia un calo fisiologico ed è normale. Dopo tante prestazioni importanti si può calare, ma sono convinto che abbiano l’esperienza giusta per ricominciare a macinare. La Torres pratica un gioco molto offensivo, un uomo contro uomo che se non sei al 100% ti porta a rischiare qualcosa in più. Dalla loro hanno uno spirito che li porterà certamente lontano”.

Pensa che questa possa essere la fuga decisiva?
“La partita di ritorno potrebbe essere uno spartiacque, secondo me è quella che deciderà le sorti del campionato. Cesena e Torres se la giocheranno ad armi pari fino alla fine”.

Cosa augura al Cesena e alla Torres?
“Sicuramente auguro al Cesena di tornare a palcoscenici che gli competono, la serie C non c’entra con loro e a dirlo non sono io, ma la storia. Una piazza con diecimila abbonanti non ha nulla a che vedere con la C. Alla Torres invece auguro di poter stupire fino alla fine, meritano di concludere una grande stagione con la ciliegina sulla torta”.