La Lanterna #14 | Sixty Candles - Una vittoria da ricordare

di Bruno Rosati
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Sixteen Candles
Sixteen Candles

“Sixty candles make a lovely light / but not as bright as your eyes tonight. / Blow out the candles, make your wish come true / for I’ll be wishing that you love me too”.

Sixteen Candles è una commedia sentimentale adolescenziale degli anni Ottanta. Il titolo riprende una canzone del 1958 degli Stray Cats.
Le vicende che si intrecciano all’interno di questa pellicola divengono man mano sempre più assurde, arrivando a sfiorare il ridicolo. L’intento del film è quello di indurre lo spettatore a rivedersi nella protagonista del film, Samantha Baker, ignorata e dimenticata da tutti nel giorno del suo sedicesimo compleanno. La trama non è affatto complessa e i personaggi sono la quintessenza degli stereotipi teenager. Insomma, ha tutte le carte in regola per essere un film brutto e dimenticabile. Eppure…
Eppure è il film che ha fatto prendere il largo a tutto il filone del Brat Pack. È il film che ha lanciato le carriere di Molly Ringwald e Anthony Michael Hall. Ed è il film che ha consacrato John Hughes come regista e sceneggiatore. A più di trent’anni di distanza dalla sua uscita nelle sale, sono innumerevoli i riferimenti e le citazioni di questa commedia che vengono fatte ancora al giorno d’oggi.

Un po’ come il Cesena di questi tempi, che non soffia su sedici candeline ma su sessanta punti in classifica. Sono diverse le critiche legittime che possono essere portate a questa squadra e a chi la conduce. Non chiude la partita contro l’Agnonese, si fa raggiungere alla prima folata di vento dal Francavilla e vince partite sempre tirate sino all’ultimo. Non sconquassa l’avversario di turno con tre o quattro gol di scarto. Non ci lascia tranquilli. Lo vorremmo più bello, più concreto, più sicuro di sé. Eppure…
Eppure il Cesena è la prima squadra a raggiungere la vetta dei sessanta punti in tutti i gironi della Serie D. E se guardiamo ai piani superiori (fra serie A, B e C) solo la Juventus è arrivata alla stessa soglia.

Limitandoci ad osservare il solo bianconero che conta, negli ultimi venti campionati disputati dal Cavalluccio, solo in altre cinque occasioni era capitato di infrangere questa soglia, nelle restanti occasioni ci si è fermati al di sotto. In quattro occasioni il Cesena aveva raggiunto i sessanta punti nel mese di maggio: a cominciare dallo 0 a 0 di Verona che sancì la promozione in serie B nel 2008/2009, poi le restanti volte tutte in cadetteria (2009/2010, 2013/2014, 2015/2016). Nel 2005/2006, questo traguardo fu raggiunto invece ad aprile, nel 2 a 2 interno contro l’Albinoleffe, quando il rigore di Testini agguantò gli uomini di Castori al minuto 92.

Oggi i sessanta punti sono stati raggiunti alla prima gara di febbraio, giusto per dare una dimensione delle cose. E sì, noi questo Cesena continuiamo a volerlo diverso da Molly Ringwald, meno pallido e con più certezze. Però il ricordo di questa stagione rimarrà scolpito nella pietra negli anni a venire e noi ora fatichiamo a rendercene conto.

“Well, memories may burn you / Memories grow older as people can. / They just get colder / like sweet sixty”.

 


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