Il Cesena si trova al bivio, tra bestie nere e nuove priorità

Domenica arriva al Manuzzi l’indigesta Recanatese. E mister Toscano, questa volta, non può assolutamente fallire l’appuntamento con i tre punti
28.09.2022 12:00 di  Flavio Bertozzi   vedi letture
Il Cesena si trova al bivio, tra bestie nere e nuove priorità

Si sa, il calcio è pieno di bestie nere.

Oggi come ieri.

Tanti anni fa, sulla sponda nerazzurra della Milano da bere, tutti avevano paura del malefico Santillana. Santillana che, con addosso la maglietta del Real Madrid, ha più volte bastonato selvaggiamente la povera Inter nelle coppe europee.

Quel che resta della Nazionale Azzurra, al momento, fa (quasi) tenerezza. Eppure, in Germania, ancora oggi l’Italia continua a far paura. Do you remember (anche) Città del Messico 1970, Madrid 1982 o Dortmund 2006? Ci siamo capiti.

E le bestie nere del Cavalluccio?

Beh, a livello di singoli mi viene subito in mente Bernacci: l’Airone delle Vigne, con addosso le casacche di Mantova ed Ascoli, al ‘suo’ Cesena ha fatto male più volte. A livello di squadre, invece, la compagine in assoluto più indigesta al Cavalluccio è sicuramente il Napoli. Con i partenopei, in campionato, i numeri sono impietosi: 32 gare giocate, 0 vittorie, 11 pareggi, 21 sconfitte. Un disastro. La Romagna che parla bianconero non hai poi avuto mai un grande feeling nemmeno con l’Inter (26 sfide: 1 hurrà, 8 pari e 17 ko) e col Sassuolo (8 sfide: 4 pari e 4 stop). Ma la cosa buffa è che, tra le grandi bestie nere del Cesena, c’è anche la prossima avversaria della truppa di Toscano. La Recanatese. Recanatese che, in due incontri ravvicinati col Cesena consumatisi nella stagione 2018-19 (la stagione che, tanto per intenderci, riportò i bianconeri di Angelini tra in professionisti), ha arpionato altrettante clamorose vittorie a sorpresa.

Sono fermamente convinto che l'attapiratissimo Toscano, di abbattere il tabù Recanatese, freghi il giusto. Allo stesso tempo però sono anche fermamente convinto che Toscano sia ben consapevole che la gara con la Recanatese possa rappresentare  il vero spartiacque stagionale del Cesena. Domenica, una sconfitta (ma anche un pareggino al gusto di brodino caldo) coi marchigiani, non farebbe altro che alimentare ulteriormente la fiamma della critica e della contestazione più selvaggia. Una vittoria (non importa se roboante oppure striminzita) potrebbe invece salutare lo start di una nuova era bianconera. Un’era certamente più sobria. Più morigerata. Più equilibrata. Dico ciò perché al momento, il Cesena, non può assolutamente pensare alla Reggiana e alla Carrarese. A quei sette punti che lo separano dalla vetta. No, al momento il Cesena deve 'solo' cercare di uscire il prima possibile da quella Grande Fogna in cui è precipitata. Deve 'solo' cercare di riguadagnare l’affetto dei propri tifosi. Deve 'solo' cercare di rimettersi in carreggiata in chiave play-off. Perché, ora come ora, questo Cesena è ‘soltanto’ una squadra da play-off. Da quarto o quinto posto. Massimo terzo posto. Non di più.

Ripeto: ora come ora questo è quello che ‘suggerisce’ il campo. L’intuito.

Poi più avanti… chissà.

Perché nel calcio tutto può succedere.

Tutto.

Soprattutto se sei in Serie C.

Soprattutto se sei a Cesena.

Soprattutto se, in panca, c’è seduto quel vecchio califfo della Terza Serie che risponde al nome di Mimmo Toscano.

Soprattutto se, in rosa, hai gente come Corazza. Come Saber. Come Ferrante. Come De Rose.

Soprattutto se, al timone di comando, hai due co-presidenti disposti a spendere tanti soldini (anche) nel prossimo mercato di riparazione.

Suvvia, siamo solo a fine settembre.

Sognare non costa nulla.

Io ci credo ancora.

Voi no?

Ottimismo a colazione – lo dico alla Piero Pelù – è quello che ci vuole.

Però se domenica non batti la Recanatese… 


PS: Ah, buon viaggio Maciste. Tu si che te ne intendevi di rimonte. E chi se la scorda più quella folle remuntada in salsa bianconera 'targata' 1986-87? Ciao Bruno...