Bisoli: “Cesena da applausi, ma la B non è la C. E su Defrel dico che…”

A tu per tu con l’Uomo di Porretta: “Toscano e i suoi ragazzi, in questa stagione, hanno fatto qualcosa di strepitoso. I baby del Cesena sono forti, ma tra i cadetti la fisicità fa la differenza…”
10.04.2024 08:00 di  Flavio Bertozzi   vedi letture
Bisoli: “Cesena da applausi, ma la B non è la C. E su Defrel dico che…”

‘Se non fossi diventato un calciatore avrei fatto il bandito’. Così ama ripetere da una vita Pierpaolo Bisoli. Un Pierpaolo Bisoli che, a 57 anni suonati, ha ancora la fame (e la voglia di arrivare lontano) di un ragazzino.

Bisoli, se lei avesse fatto il bandito non avrebbe regalato tre croccanti promozioni al Cesena…
“Sempre bello ripensare a quei tre trionfi. A quelle tre annate meravigliose. Le feste promozione di Verona 2009, Piacenza 2010 e Latina 2014 fanno parte dei miei ricordi più belli…”

Se dovesse fare un classifica delle sue imprese ‘targate’ Cavalluccio quale di questi tre successi metterebbe al 1° posto?
“Ora ti sorprendo: nessuna di queste tre promozioni. Perché l’impresa più grande che ho fatto a Cesena resta la salvezza cadetta del 2013. Quella volta lì ci siamo salvati contro tutto e contro tutti. Quel Cesena era gonfio di problemi, dentro e fuori dal campo. Non so cosa sarebbe successo in caso di retrocessione…”

Una decina di giorni fa, il Cesena, dopo quasi 43 anni è tornato a festeggiare una promozione in casa.
“E qui non posso che fare un bell’applauso a mister Toscano, alla squadra, ad Artico, alla società. Qui, signori miei, parlano i numeri: il Cesena, in questa stagione, ha fatto qualcosa di semplicemente strepitoso. E parliamoci chiaro: la vittoria del campionato non è mai stata in discussione. Mai…”

La truppa bianconera in questa stagione ha fatto la voce grossa anche perché le altre big del Girone B hanno steccato clamorosamente…
“Vero. Spal, Pescara, Perugia e Virtus Entella hanno viaggiato sempre a marce basse. Pure bassissime. Però i flop delle altre big non possono sminuire la grandezza di quello che ha fatto il Cesena in questi ultimi 8 mesi…”

Il maggior pregio di questa squadra?
“I ragazzi di Toscano, anche nei momenti più difficili, non hanno mai perso la trebisonda. E qui torniamo al punto di prima: due sconfitte in un intero campionato (mancano all’appello ancora le ultime 3 gare, ndr) sono davvero poche…”

Quali sono i giocatori bianconeri che apprezza maggiormente?
“Mi piacciono molto i giovani. Shpendi ha fatto un gran campionato: 20 gol in Serie C sono tanta roba. Berti ci sa fare: ha i piedi buoni e qualità tecniche importanti. Pieraccini, là dietro, promette bene. E poi c’è Francesconi. Uno tosto, tostissimo. Uno che ha tanta gamba…”

Questi quattro baby potranno essere decisivi anche in Serie B?
“Bertozzi, me lo auguro di cuore. Però, nel calcio, non bisogna mai dare nulla per scontato. La B non è la C. In B, al contrario di quello che uno potrebbe pensare, c’è più fisicità che in C. Molta più fisicità. Nella mia lunga carriera ho visto tanti giocatori che in C erano dei fenomeni e che poi in B non toccavano palla…”

Che cosa dovrà fare il Cesena in vista del suo ritorno fra i cadetti? 
“Il gruppo che ha vinto la C mi pare valido. Si potrebbe confermare l’ossatura di questa rosa. E su questa innestare 6-7 giocatori di categoria, 6/7 atleti di sicuro affidamento. La continuità, spesso, paga. Lo sta dimostrando quest’anno il Catanzaro (la band di Vivarini – vincente in C nel 2022/23 – è quinta in classifica, ndr). L’ha dimostrato il mio Südtirol la scorsa stagione (gli altoatesini – vincenti in C nel 2021/22 – dieci mesi fa sono usciti ai play-off in semifinale, ndr).

Il Cesena, in chiave futura, sta pensando anche a un ‘certo’ Defrel. Lei, il francese, lo rivedrebbe bene in Romagna?
“Defrel (uno degli eroi di Latina 2014, ndr) è un giocatore ancora fortissimo, un attaccante che ha segnato in A anche una decina di giorni fa (in Sassuolo-Udinese, ndr). In B, uno così, sulla carta ‘spacca’ di sicuro. Anche a 33 anni. Però…”

Però?
“Però la domanda da farsi è questa: con che spirito Defrel tornerebbe a Cesena? No perché, se Defrel torna a Cesena, deve cancellare con un bel colpo di spugna tutto il suo passato. Ripartire da zero. Fare un bagno di umiltà. Allora sì che potrebbe riportare il Cesena lontano. Lontanissimo. Come ai vecchi tempi…”

Parliamo un po’ di lei. Come passa le sue giornate di primavera?
“Gioco a tennis. Faccio il nonno. Vado a vedere qualche partita interessante. Mi godo il sole di Cesenatico assieme a mia moglie. O la tranquillità della mia Porretta Terme…”

Nel frattempo, dopo l’ultimo assurdo esonero arrivato a Bolzano, il suo nome resta più che mai caldissimo.
“Negli ultimi 2-3 mesi mi hanno chiamato cinque squadre per farmi salire sul treno in corsa (Feralpi Salò, Lecco, Cosenza, Ascoli e Benevento, ndr), ma ho sempre gentilmente declinato l’offerta. Vediamo quello che succede in vista della prossima stagione (presto potrebbe farsi sentire il Pisa, ndr). Non ho fretta di rientrare in pista…”

Senza WhatsApp. Senza social. Senza giacca e cravatta. Senza procuratore. Lei, in questo calcio moderno, pare un alieno…
“Bertozzi, chi mi vuole contattare prende il telefono e mi chiama. O mi scrive un messaggio. Come si faceva una volta. I social? Non fanno per me. La giacca con la cravatta? La lascio molto volentieri ai professoroni della pedata. Io preferisco allenare in tuta. Il procuratore? Non mi serve, sono io il procuratore di Bisoli…”