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Il mercato del Cesena in tre passaggi

di Bruno Rosati
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Aleggiano ancora molti dubbi su quello che sarà l’organico del prossimo Cesena. Lasciati partire i pezzi pregiati dello scorso campionato (dalla coppia del gol, Alessandro e Ricciardo, agli innesti di maggiore qualità in mezzo al campo come Fortunato e Tonelli), non è ancora cominciato un robusto inserimento di nuovi elementi.
Ad oggi sono state definite in linea di massima le permanenze: Valeri si è legato ai bianconeri sino al 2021, Ciofi è in dirittura d’arrivo, Agliardi e De Feudis incontreranno la società durante la prossima settimana. L’unica situazione non ancora districata è quella di Capellini che da almeno una decina di giorni sta aspettando una telefonata.

Un’ombra di malcontento pare essersi posata sull’operato di Pelliccioni. La scelta di non proseguire con il gruppo che ha primeggiato nel girone F della serie D è senza dubbio coraggiosa. Sulla carta però è pure rischiosa: i giocatori non sono robot e non è detto che l’approdo massiccio di tanti nuovi arrivati in squadra fili via liscio senza problemi. Del resto, non occorre andare molto indietro nel tempo per ricordare quali siano stati i problemi sul campo degli ultimi due anni di serie B sotto la gestione Foschi. Sia nel 2016-2017 che nel 2017-2018, in estate venne completamente smantellata la squadra che aveva appena concluso il campionato precedente e in entrambe le occasioni ciò è costato un inizio ad handicap per i bianconeri. L’esempio più lampante di quanto può non essere semplice l’insediamento è il caso di Andrea Schiavone: il ragazzo ha sempre mantenuto un comportamento esemplare (dal punto di vista umano e professionale) ma i suoi primi mesi in Romagna furono ben al di sotto delle aspettative; solo con il passare dei mesi è emerso il vero valore del calciatore.
Il rischio più che concreto è quello di ritrovarsi con un organico costruito in maniera oculata, minuziosa e potenzialmente efficace ma che trovi sul proprio cammino ostacoli difficili da superare. E una squadra che deve consolidarsi nel professionismo ha un cospicuo bisogno di certezze. Ma ciò che ha fatto storcere il naso all’opinione pubblica è che ad addii di spessore non siano immediatamente succeduti ingressi di una certa rilevanza. Qui si entra in tutt’altro scenario…

Temporeggiare può essere una tattica vincente, specie se si ha a disposizione un budget che non consente di spendere quanto possono fare altri club. Si aspetta il momento giusto per ‘azzannare la preda’ e non è affatto detto che così non si arrivi ad obiettivi di rilievo. Il mercato che proverà a fare il Cesena può essere riassunto in tre mosse, in questo ordine di priorità:

RECLUTAMENTO DEI GIOVANI - Ci è stato ripetuto sino allo sfinimento e ormai lo abbiamo imparato: la Lega Pro riconosce un bonus corposo per chi concede un alto minutaggio ai giocatori più giovani, ovvero quelli nati dopo il primo gennaio del 1998. Questo bonus può arrivare a sfiorare il mezzo milione di euro e il Cesena non intende lasciarselo sfuggire. Non ci sarà una regola come nel precedente campionato ad imporre l’utilizzo degli under ma nella pratica almeno tre giocatori che corrispondano ai criteri previsti saranno comunque sempre in campo. Ecco dunque che diventa cruciale non sbagliare la selezione dei ragazzi più promettenti. È fatta per l’arrivo di Yaya Jassey e Matteo Cortesi, durante il ritiro verranno valutati anche El Bouhali, Zammarchi e Campagna. Si cerca di arrivare a Carnesecchi, Del Prato e si prova a far tornare Munari. La perplessità è che nessuno di questi ha mai disputato un campionato di Serie C.

ACCONTENTARE MISTER MODESTO - Non dimentichiamoci che l’allenatore è anch’egli un nuovo arrivato ed ha un solo anno di esperienza alle spalle come trainer di una prima squadra. È giusto che possa godere sull’apporto dei suoi uomini di fiducia e la società farà il possibile per accontentarlo. In quest’ottica, non dovrebbero esserci problemi per l’acquisizione in prestito dal Crotone di Giuseppe Borello. Si punta forte anche su Roberto Sabato e Orlando Viteritti, più defilati appaiono Domenico Franco e Petar Zivkov. Hanno fatto tutti parte della rosa del Rende Calcio durante la stagione passata ed avrebbero piacere di continuare a lavorare con il tecnico calabrese.

CAPITALIZZARE LE CHANCE CHE SI PRESENTANO - Soddisfatti i primi due punti, il Cesena non punterà a nomi di prima fascia per la categoria ma cercherà di puntellare la compagine con uomini che abbiano già masticato la serie C. Sotto questa prospettiva, le trattative divengono più fluide e non c’è mai nulla da dare per certo. Con Dimitrios Sounas (classe 1994, si svincolerà a fine mese dal Monopoli) è già stato trovato un accordo ma esiste il timore che il greco decida all’ultimo minuto di seguire il suo mister prediletto Scienza (anche lui ex Monopoli, dato vicino alle panchine di Südtirol e Sicula Leonzio). Il grande nome su cui Pelliccioni ha messo gli occhi è Luca Ricci. Il forlimpopolese però ha un contratto in essere con la Carrarese e percepisce un ingaggio cospicuo dal quale il Cesena dovrebbe partire a trattare. Difficile si possa chiudere già a giugno, è più probabile che le cose entrino nel vivo nei prossimi mesi.
Il Cesena intende inoltre fare affidamento sul sostegno di società di categoria superiore come Atalanta e Torino ma queste ultime potrebbero decidere anche di mandare in prestito i propri tesserati in altri club.

Stabilito quel che il Cesena intende fare, si possono spendere due parole per ciò che il Cesena ha escluso di fare. Nelle settimane passate era circolato con insistenza il nome di Nico Pulzetti. Al giocatore non dispiacerebbe affatto un (nuovo) ritorno a casa e non è il solo. Un giocatore che vanta più di cento partite in serie A (ed altrettante con la maglia bianconera) tornerebbe con entusiasmo a vestire la casacca del Cavalluccio. Purtroppo la società ritiene che abbiano un ingaggio al di sopra del tetto stabilito e al momento i loro procuratori, in attesa di una chiamata da parte del Cesena, non sono ancora stati contattati. Un loro eventuale arrivo, oltre ad innalzare il livello tecnico, andrebbe a dare man forte ad Agliardi e De Feudis, allo stesso mister Modesto nella creazione di un gruppo solido e compatto, in grado di solcare con coesione anche le acque più agitate.
Il tempo è galantuomo, chissà che qualcuno non cambi idea…


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